Il governo sospende la distribuzione di gas liquefatto nell'Oriente di Cuba e la crisi energetica si aggrava



Il rifornimento, originato dalla Russia, sta affrontando ritardi, facendo schizzare i prezzi e costringendo molti a usare legna da ardere. La situazione colpisce famiglie vulnerabili e si estende a diverse province, aggravata dalla riduzione delle importazioni energetiche a causa delle tensioni geopolitiche nella regione dei Caraibi.

Balitas di gas a Santiago de Cuba (immagine di riferimento)Foto © Facebook / Governo Cuba

La compagnia statale Cubapetróleo (CUPET) ha sospeso indefinitamente la distribuzione di gas liquefatto a Santiago di Cuba e nelle altre province orientali, a causa della mancanza di forniture, in un nuovo episodio che approfondisce la crisi energetica che colpisce l'isola da mesi. 

Secondo un reportaggio di Martí Noticias, citando dichiarazioni di fonti locali, il gas si trova attualmente su una nave proveniente dalla Russia, ma le autorità riconoscono che il processo di scarico e distribuzione "richiederà tempo" e non offrono una data chiara per la ripresa del servizio. 

La sospensione ha provocato un'esplosione dei prezzi nel mercato informale, dove un cilindro di gas domestico raggiunge tra i 10.000 e i 12.000 pesos cubani nelle zone rurali, e può arrivare a quotarsi fino a 50.000 pesos nelle città orientali, mentre il gas sfuso supera i 30.000 pesos. Per molte famiglie, quel costo è inaccessibile

Di fronte alla scarsità, migliaia di famiglie hanno dovuto tornare a cucinare con legna o carbone, anche in contesti urbani. Tra i più colpiti ci sono anziani, persone malate e madri con bambini piccoli, che non hanno alternative per preparare cibo o bollire acqua.

Il problema non si limita all'oriente del paese. Nelle province centrali, come Camagüey e Ciego de Ávila, i residenti non ricevono gas liquefatto da settimane, mentre in alcune zone dell'ovest anche le forniture sono in diminuzione.

Attivisti e residenti descrivono la situazione come un passo indietro sociale, con famiglie che accendono fuochi improvvisati nei cortili e nei portici, in scene che ricordano gli anni più difficili del Periodo Speciale.

La paralisi del gas liquefatto si aggiunge ai prolungati blackout e alla scarsità di combustibili, che già stanno influenzando la produzione, il trasporto e i servizi pubblici.

La situazione si aggrava in mezzo al rallentamento delle importazioni energetiche da Venezuela, Russia e Iran, dopo la cattura di Nicolás Maduro e l’avvio dell’Operazione Southern Spear, attraverso la quale gli Stati Uniti hanno sequestrato diversi vascelli delle cosiddette “flotte fantasma” che trasportavano petrolio e combustibili verso Cuba e altri paesi alleati. 

Senza queste forniture regolari di petrolio e derivati, il regime cubano affronta una carenza energetica senza precedenti, con la popolazione che paga le conseguenze nella vita quotidiana.

A Santiago di Cuba, dove la sospensione è stata confermata ufficialmente, i cittadini chiedono che il governo fornisca un cronoprogramma realistico e misure di emergenza per evitare che la crisi energetica si trasformi in una crisi umanitaria su larga scala.

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Redazione di CiberCuba

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