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“ME ESTÁ DOLIENDO MATANZAS”. Così, in maiuscolo e con immagini strazianti, ha denunciato il fotografo Raúl Navarro González lo stato di degrado evidente nelle strade di quella città, in un clima inrarefatto dalla combustione incontrollata di rifiuti, dal malessere dei cittadini e dall'esaurimento dopo molte sofferenze.
Navarro González ha riferito sui social media che, dopo due mesi senza percorrere la città con la sua macchina fotografica, ha trovato un scenario segnato dal fumo e dall’odore di spazzatura bruciata, prima ancora di avvistare le discariche improvvisate.
“Ciò che ho trovato non è stato silenzio: è stato fumo,” scrisse. E descrisse madri con bambini che attraversano la nebbia, anziani che camminano con difficoltà e abitazioni esposte a ceneri sospese. Il fotoreporter alluse all'inquinamento che entra dalle finestre, alla tosse che non compare nelle statistiche, alla paura che gli incendi raggiungano le case: l'anormalità, insomma, della vita quotidiana.
La pubblicazione ha generato decine di commenti che riflettono allerta e stanchezza. La professoressa Alina Bárbara López Hernández, che ha condiviso il post, ha definito il fotoracconto “belle immagini dell'orrore che viviamo” e ha avvertito che la combustione dei rifiuti è molto pericolosa per la salute umana e per l'ambiente, soprattutto in un contesto di limitazioni nell'assistenza medica.
Altri utenti hanno segnalato che la situazione si ripete in diverse aree del paese, con gli stessi effetti nocivi. Tuttavia, i cittadini si trovano intrappolati tra il pericolo dei focolai di immondizia che invadono le strade e i rischi che comporta bruciarli in piena via pubblica, senza le indispensabili misure di controllo.
El Centro de Neurocienze di Cuba ha pubblicato un allerta in cui si spiega che l'incendio incontrollato di rifiuti avviene a temperature basse e inconsistenti, causando combustione incompleta e rilascio di sostanze tossiche.
L'istituzione ha indicato che almeno 30 composti generati in questi processi sono considerati dannosi per la salute umana e possono persistere per anni nell'ambiente e nell'organismo. In quest'ultimo, potrebbero causare danni cerebrali e alterazioni ormonali.
Il comunicato scientifico è stato seguito anche da espressioni di disagio da parte di decine di utenti che segnalano la mancanza di soluzioni viabili al problema della spazzatura, in un contesto in cui il paese ha affrontato molteplici infezioni derivanti da virus come quelli che causano la dengue, il chikungunya, la febbre di Oropouche e lo zika, senza contare i medicinali di base per combatterli.
Anche se il ministro della Scienza, della Tecnologia e dell'Ambiente (CITMA), Armando Rodríguez Batista, ha affermato che il governo cubano non promuove l'incendio di rifiuti solidi all'aperto, molti cittadini si chiedono se qualcosa di così simultaneo, in diversi territori del paese, possa accadere senza, almeno, l'inazione e l'irresponsabilità delle autorità, in un ambiente di sorveglianza e controllo severo come quello che vive l'isola.
I testimonianze della popolazione sottolineano le difficoltà respiratorie, l'inquinamento dell'aria e la preoccupazione per la salute dei più vulnerabili. Nelle parole di Navarro González, la città “si consuma in piccoli incendi”. Fiamme, si potrebbe aggiungere, che alimentano il grande fuoco in cui si cuoce Cuba.
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