“Ahogaos los unos a los otros”: Gli incendi di rifiuti aggravano la crisi sanitaria a Cuba



Bruciano rifiuti a MatanzasFoto © Facebook Raúl Navarro González

La combustione dei rifiuti nei quartieri delle città cubane è diventata una scena quotidiana in mezzo al collasso del sistema di raccolta dei rifiuti.

Pubblicazioni recenti sui social network da L'Avana, Matanzas e Manzanillo evidenziano una realtà segnata da microdiscariche, incendi improvvisati e un'aria sempre più difficile da respirare.

Dal municipio Cerro, a L'Avana, l'utente ha avvertito: “Affogatevi l'uno con l'altro. Ora stesso. Questo è il Cerro”.

Successivamente ha aggiornato che un'intera area era in blackout e che, attraverso una finestra, si potevano vedere diversi focolai di fuoco attivi. Le immagini condivise mostrano colonne di fumo che si elevano tra gli edifici residenziali.

In Matanzas, il fotografo Raúl Navarro González ha descritto una scena simile, con fumi in diverse strade. “Prima di vedere la discarica improvvisata, già bruciava la gola. Prima di mettere a fuoco, già si sentiva la cenere sospesa”, ha scritto.

La sua testimonianza raccoglie la preoccupazione dei vicini che attraversano la nebbia con bambini e anziani mentre l'odore di spazzatura bruciata invade le strade.

In Manzanillo, l'emittente ufficiale Radio Granma ha riconosciuto la proliferazione di microdiscariche, definite come punti che iniziano con un sacchetto di immondizia e crescono fino a diventare "montagne di rifiuti".

Hanno ammesso che l'incenerimento dei rifiuti è una pratica "pericolosamente frequente", soprattutto in tempi di siccità. Avvertono sulla liberazione di composti tossici come diossine e furani, associati a malattie respiratorie e cardiovascolari.

A La Habana, la crisi sembra particolarmente grave. Solo 44 dei 106 camion di raccolta sarebbero operativi, il che ha provocato accumuli di spazzatura nelle strade e agli angoli della capitale.

Di fronte alla proliferazione di mosche, ratti e cattivi odori, alcuni vicini scelgono di dare fuoco ai rifiuti come soluzione immediata, senza considerare gli effetti a lungo termine.

Gli specialisti hanno avvertito che l'incenerimento dei rifiuti solidi nelle aree urbane rilascia particelle fini e metalli pesanti che possono aggravare l'asma, aumentare il rischio di malattie respiratorie croniche e colpire in particolare bambini e anziani.

Inoltre, le ceneri contaminano il suolo e possono filtrarsi verso le fonti d'acqua sotterranea.

Oltre all'impatto ambientale, le testimonianze riflettono un crescente usura sociale. "La città non crolla da un giorno all'altro; si degrada in piccoli incendi, in angoli dimenticati, in soluzioni che non arrivano mai", ha scritto Navarro, in un messaggio che riassume il sentimento di frustrazione condiviso da molti cittadini.

La normalizzazione della spazzatura agli angoli e del fumo come parte del paesaggio urbano evidenzia una crisi strutturale che combina carenze nei servizi pubblici e mancanza di risposte efficaci.

Il fuoco trasforma un problema visibile in un altro più pericoloso e invisibile per i cubani. Migliaia di famiglie respirano oggi a Cuba aria contaminata e il governo non risolve la crisi.

La frase “Ahogaos los unos a los otros”, lanciata con disperazione da El Cerro, funge da amaro rovescio del comandamento biblico “Amaos los unos a los otros” (Giovanni 13:34), dove Gesù definì l'amore cristiano come un atto di sacrificio reciproco e di dedizione disinteressata.

Lì dove il Vangelo propone cura e solidarietà, la realtà descritta dai cubani riflette un'asinfonia letterale e sociale: fumo, abbandono e una convivenza costretta a sopravvivere tra la spazzatura in fiamme.

L'inversione del messaggio cristiano non è solo retorica; espone il deterioramento delle condizioni basilari di vita che spingono i cittadini verso soluzioni disperate, anche a scapito del benessere comune.

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Redazione di CiberCuba

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