La presidenta del Messico, Claudia Sheinbaum, ha evitato questo martedì di confermare se il suo governo riprenderà le spedizioni di petrolio a Cuba, nonostante la minaccia di sanzioni commerciali annunciata dal presidente Donald Trump sia già venuta meno dopo una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti.
Durante la sua conferenza mattutina, alla mandataria è stato chiesto direttamente se la decisione della Corte influenzasse i dazi che Washington aveva annunciato contro i paesi che fornivano petrolio all'Isola. La sua risposta ha segnato il nuovo scenario: “Quella possibile sanzione oggi non esiste più, quindi stiamo rivedendo, ve lo abbiamo già comunicato”.
Tuttavia, quando le è stato chiesto esplicitamente se il Messico riprenderà le spedizioni di petrolio, Sheinbaum si è limitata a rispondere: “Vi informeremo, non lo sanno ancora.”
A fine gennaio, Petróleos Mexicanos (Pemex) ha annullato una spedizione di petrolio prevista per arrivare a Cuba, nel contesto di un inasprimento del discorso di Washington. Pochi giorni prima, Trump aveva avvertito che non ci sarebbero stati “più petrolio o soldi per Cuba”, e la sua amministrazione aveva attivato un meccanismo che permetteva di imporre tariffe aggiuntive a qualsiasi paese che mantenesse scambi energetici con l'Isola.
Quello strumento è stato invalidato dopo che la Corte Suprema ha stabilito che la Legge sui Poteri Economici in Emergenza Internazionale non autorizza il presidente a imporre dazi. Successivamente, Trump ha firmato un'ordinanza esecutiva che elimina i sovrapprezzi legati a quella normativa.
Tuttavia, la Casa Bianca mantiene in vigore l'“emergenza nazionale” riguardo a Cuba e altre strutture di pressione legale, il che mantiene il tema all'interno di un delicato equilibrio diplomatico.
Il freno precedente alle spedizioni messicane è stato interpretato come un segnale di cautela di fronte alla possibilità di ritorsioni commerciali da parte degli Stati Uniti, principale partner del Messico. Ora, senza la minaccia tariffaria immediata, il margine di manovra cambia, ma Sheinbaum sceglie di non anticipare mosse.
Nel contesto geopolitico Messico–EE.UU.–Cuba, il messaggio è chiaro: la sanzione è scomparsa, ma la decisione riguardo al petrolio rimane una pedina strategica che Città del Messico non è ancora disposta a muovere pubblicamente.
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