Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato questo venerdì che il suo Governo non prevede di rimborsare alle aziende i miliardi di dollari pagati a titolo di dazi nell'ultimo anno, dopo la sentenza della Corte Suprema che ha annullato parzialmente il suo schema tariffario.
Durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha affermato che la Corte Suprema non ha trattato nella sua decisione la questione dei rimborsi, per cui ha previsto una lunga battaglia legale.
“Suppongo che dovrà essere oggetto di contenzioso per i prossimi due anni. Hanno redatto una decisione terribile e difettosa, totalmente difettosa. È quasi come se non fosse stata redatta da persone intelligenti”, ha dichiarato il mandatario.
Quando gli è stato chiesto direttamente se la sua amministrazione intende rispettare eventuali rimborsi alle aziende colpite, ha risposto: “Ho già dato loro la risposta, vero? Ho fornito la risposta. Non è stato discusso. Saremo in tribunale per i prossimi cinque anni”.
Nella stessa comparsa, Trump ha assicurato di non aver bisogno del Congresso per reinserire dazi tramite via esecutiva, nonostante il contraccolpo giudiziario. Tuttavia, ha aggiunto che, se dovesse richiedere supporto legislativo, “probabilmente lo otterrebbe”.
La sentenza della Corte Suprema ha stabilito che l'Esecutivo non può utilizzare la Legge sui Poteri di Emergenza Economica Internazionale (IEEPA) per imporre dazi in tempo di pace senza l'autorizzazione del Congresso, considerando che questi costituiscono una tassa.
Le dichiarazioni del presidente introducono incertezze sul destino dei fondi raccolti attraverso i dazi ora contestati e anticipano nuovi contenziosi da parte delle imprese che potrebbero richiedere il rimborso dei pagamenti effettuati.
La disputa legale aggiunge un nuovo capitolo alla strategia commerciale dell'amministrazione Trump, che ha difeso i dazi come strumento chiave per proteggere l'industria nazionale e ridurre il deficit commerciale.
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