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Cuba ha vissuto un'altra giornata critica segnata da prolungati blackout e da un deficit di generazione che ha sfiorato i 1.800 megawatt (MW), in mezzo a una crisi energetica che si è aggravata nel corso degli anni, senza che le autorità siano riuscite a fornire una soluzione strutturale.
La Unión Eléctrica (UNE), nella sua comunicazione corrispondente a mercoledì 18 febbraio, ha informato che durante la giornata precedente il servizio è stato influenzato da un deficit di capacità per 24 ore, con un picco massimo di 1.793 MW registrato alle 19:10.
La situazione è rimasta la stessa nelle prime ore del mattino.
Alle 6:00 di mercoledì scorso, la disponibilità del SEN era di appena 1.280 MW rispetto a una domanda di 2.170 MW, lasciando 915 MW colpiti in quel momento. Per l'orario della mezza, l'azienda ha stimato un'interruzione di 900 MW.
Il deterioramento del sistema non è il risultato di un evento isolato.
Secondo la stessa UNE, il panorama include guasti in quattro unità generatrici delle centrali termoelettriche Santa Cruz, Felton e Antonio Maceo.
A questo si aggiungono lavori di manutenzione in altre tre unità chiave nelle CTE di Mariel, Nuevitas e Carlos Manuel de Céspedes.
Inoltre, ci sono limitazioni nella generazione termica che tengono 466 MW fuori servizio.
Per l'orario di punta, la UNE prevede l'entrata in funzione dell'impianto di combustibile Mariel con 112 MW, cinque motori nella Patana di Regla con 45 MW e sei motori nell'impianto di combustibile Moa con 85 MW.
Incluso con queste incorporazioni previste, la disponibilità progettata sarebbe di 1.437 MW rispetto a una domanda massima stimata di 3.170 MW, il che lascerebbe un deficit di 1.733 MW.
Se le condizioni previste dovessero rimanere inalterate, l'impatto potrebbe raggiungere 1.763 MW in quell'orario.
L'azienda ha anche comunicato che i 51 nuovi parchi solari fotovoltaici hanno prodotto 3.968 MWh, con una potenza massima erogata di 760 MW nel periodo medio.
Tuttavia, queste cifre non riescono a compensare il enorme squilibrio tra offerta e domanda che tiene il paese immerso in blackout quotidiani.
A L'Avana, la situazione fu altrettanto severa.
L'Empresa Eléctrica della capitale ha segnalato che il servizio è stato interrotto per 21 ore e 58 minuti.
La massima disponibilità è stata di 352 MW alle 18:10, mentre per quanto riguarda l'emergenza sono stati 70 MW.
Il ripristino è stato possibile alle 3:33 di mercoledì mattina, ma al momento della chiusura del rapporto risultavano ancora fuori servizio tre blocchi che rappresentano 116 MW, con previsioni di ripristino nella mattinata.
La stessa azienda ha avvisato che, "se non verranno migliorate le condizioni di disponibilità del SEN", si prevede di incidere su blocchi e circuiti a causa di una contingente energetica senza un orario previsto, il che lascia aperta la possibilità di nuovi blackout senza una programmazione chiara.
Il panorama riflette una crisi strutturale che non è emersa da un giorno all'altro.
Per anni, la mancanza di investimenti, il deterioramento delle centrali termoelettriche e la dipendenza dai combustibili hanno progressivamente indebolito il sistema, portandolo a un punto in cui il paese affronta interruzioni di corrente praticamente continue.
L'inefficienza accumulata e l'assenza di soluzioni sostenibili hanno trasformato i blackout elettrici in una parte della routine nazionale.
Mentre la domanda supera ampiamente la capacità di generazione e molte unità rimangono fuori servizio per guasti o manutenzione, milioni di cubani continuano a affrontare intere giornate senza elettricità, in uno scenario in cui il recupero del sistema continua a non offrire segnali chiari di stabilità.
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