Medici ginecologi e ostetrici effettuano un intervento chirurgico all'Avana illuminati dai cellulare



Medici cubani eseguono un'operazione durante un blackout (Illustrazione generata con IA)Foto © CiberCuba/Sora

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Un'équipe ginecobstetrica dell'Ospedale Ramón González Coro, a L'Avana, ha eseguito un intervento chirurgico nel buio a causa di un blackout, utilizzando la luce dei telefoni cellulari per continuare la procedura.

Sebbene descritta come un evento isolato, la scena riflette una vulnerabilità strutturale del sistema ospedaliero, segnata da blackout ricorrenti e attrezzature obsolete, come esposto dal profilo ufficiale su Facebook Naturaleza Secreta.

Captura Facebook/Naturaleza Secreta

Nel reparto di ostetricia d'emergenza, dove si affrontano casi in cui è in pericolo la vita della madre e del neonato, la perdita di elettricità comporta che apparecchiature vitali rimangano completamente fuori servizio.

Secondo quanto spiegato dalla dottoressa Yudmila Rodríguez Verdecia, specialista in Anestesiologia e Rianimazione e direttrice dell'unità chirurgica, molti degli apparecchi dipendono completamente dalla corrente elettrica perché le loro batterie, dopo anni di utilizzo, non funzionano più.

Questo include culle di rianimazione neonatale, luci chirurgiche e la stessa macchina per l'anestesia.

Quando si verifica un blackout, l'unità rimane nell'oscurità e senza monitoraggio.

In queste circostanze, il personale medico deve continuare l'intervento chirurgico senza fermare l'atto chirurgico, ricorrendo a torce di telefoni mobili per illuminare il campo operatorio.

La ventilazione del paziente e il controllo dei segni vitali dipendono quasi esclusivamente dall'osservazione clinica diretta e da procedure manuali.

La specialista ha riconosciuto che in quei momenti si mette a rischio la vita sia della madre che del bambino, non avendo a disposizione tutte le garanzie tecniche necessarie per un intervento sicuro, garanzia che il regime cubano – al di là dell'aneddotico – non è stato in grado di garantire.

Tuttavia, ha sottolineato che la squadra è addestrata per affrontare questo tipo di contingenze, che – senza dubbio – potrebbero smettere di essere eccezionali per diventare routine.

La testimonianza espone, da un lato, la capacità e l'impegno di medici e infermieri che, in condizioni estreme, sostengono la vita con professionalità e vocazione.

D'altra parte, evidenzia il deterioramento strutturale del sistema ospedaliero e la precarietà energetica che costringe il personale sanitario a lavorare al limite.

Che un intervento chirurgico ostetrico dipenda dalla batteria di un telefono cellulare non è una dimostrazione di modernità né di resilienza tecnologica, ma il riflesso di una crisi che ha costretto il sistema sanitario a operare senza garanzie fondamentali.

Mentre i medici fanno l'impossibile affinché madre e figlio sopravvivano, la mancanza di infrastrutture adeguate li spinge verso scenari che non dovrebbero esistere nel pieno XXI secolo.

Fino ad ora, secondo la dottoressa Rodríguez, non si è persa nessuna vita in queste circostanze.

Tuttavia, ogni blackout trasforma la sala operatoria in una prova estrema dove l'eroismo del personale medico colma le lacune di un sistema incapace di garantire condizioni minime di sicurezza.

La storia diffusa da Naturaleza Secreta si inserisce in una narrativa ricorrente del regime cubano che attribuisce le carenze interne alle “ingiuste sanzioni” del governo degli Stati Uniti.

Tuttavia, al di là del discorso ufficiale, il progressivo deterioramento del sistema sanitario nell'isola è il risultato di anni di cattiva gestione, mancanza di investimenti, abbandono delle infrastrutture ospedaliere e decisioni politiche che hanno prioritizzato la permanenza al potere rispetto alle reali necessità della popolazione.

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