Il regime espone Mijaín López in Spagna come richiamo per il turismo a Cuba



Mijaín López, Marcelino Medina e Juan Carlos García GrandaFoto © X / @InderCuba

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Il regime cubano ha nuovamente fatto ricorso alle sue figure sportive più riconosciute come parte della sua strategia di promozione turistica all'estero.

Il pentacampione olimpico di lotta greco-romana, Mijaín López, è stato presentato questa settimana alla 46ª Fiera Internazionale del Turismo (FITUR 2026), a Madrid, come uno dei volti visibili dello stand ufficiale di Cuba.

Según pubblicazioni dell'Istituto Nazionale dello Sport, dell'Educazione Fisica e del Tempo Libero (INDER), López fa parte del gruppo delle "figure iconiche" che rappresentano l'Isola nell'evento, insieme a ex-atleti e artisti legati al regime, come Javier Sotomayor e il cantante Isaac Delgado

Le immagini diffuse mostrano l'ex lottatore mentre partecipa a eventi protocollari, posa per fotografie con funzionari cubani e visitatori, e condivide spazi del padiglione cubano, rinnovato quest'anno con un investimento notevole nel design e nella scenografia.

La presenza di Mijaín López a FITUR non è passata inosservata per i settori critici dell'exilio cubano e gli attivisti, che mettono in dubbio l'uso delle glorie sportive come vetrine propagandistiche per mascherare la crisi economica, sociale e dei diritti umani che attraversa il paese.

En i social media, diverse pubblicazioni hanno denunciato che il regime cubano "non promuove una destinazione, ma un'immagine", mentre evita di mostrare il deterioramento dei servizi essenziali, la scarsità e la repressione interna.

Le critiche evidenziano anche il contrasto tra il trattamento simbolico riservato agli atleti ritirati all'estero e le condizioni reali che affrontano molti sportivi all'interno di Cuba, caratterizzate da bassi redditi, mancanza di risorse e assenza di autonomia professionale.

Per gli attivisti che denunciano l'uso propagandistico che fa il regime cubano delle cosiddette "glorie dello sport rivoluzionario", l'esibizione di Mijaín López a Madrid fa parte di una narrazione ufficiale che trasforma lo sport in uno strumento politico e commerciale.

Mentre il ministero del Turismo e il conglomerato militare GAESA cercano di riposizionare Cuba come meta attraente nel mercato europeo, l'utilizzo di figure come López rafforza il dibattito su fino a che punto il prestigio sportivo venga strumentalizzato per sostenere un'immagine internazionale scollegata dalla realtà quotidiana dell'Isola.

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