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Mientras si annuncia che il Governo spagnolo avanza verso una regolarizzazione straordinaria che potrebbe beneficiare centinaia di migliaia di immigrati irregolari, l'Audiencia Nacional ha chiuso la porta dell'asilo a un cittadino cubano che ha denunciato di essere stato vittima di molestie e controllo statale sull'isola.
Secondo informazioni di Infobae, il tribunale ha avallato la decisione del Ministero dell'Interno di negare sia l'asilo che la protezione sussidiaria, ritenendo che i fatti denunciati, difficoltà lavorative, sorveglianza poliziesca, interrogatori e sanzioni, non costituiscano una persecuzione personale, concreta e grave, ma una realtà generalizzata che colpisce ampi settori della popolazione cubana.
Senza arrivare a identificare la persona, la pubblicazione segnala che l'uomo è arrivato in Spagna il 14 marzo 2020 insieme a sua moglie, in modo legale, con passaporto cubano e un visto Schengen rilasciato dalla Repubblica Ceca. Sono entrati nel paese come parte di un pacchetto turistico e hanno deciso di restare. Più di un anno dopo, a luglio 2021, hanno formalizzato la loro richiesta di protezione internazionale a Tenerife.
Nel suo racconto alle autorità spagnole, il cubano ha spiegato di essersi formato in una scuola d'arte e di aver lavorato come istruttore artistico all'interno del sistema educativo statale, ma di aver abbandonato quel lavoro perché ritenuto che l'insegnamento funzionasse come uno strumento di indottrinamento ideologico. Da quel momento, ha assicurato, è iniziato un processo di emarginazione lavorativa perché visto come "disaffezionato", il che lo ha spinto verso la precarietà economica.
Ha anche raccontato di controlli frequenti, citazioni della polizia per giustificare il suo modo di vivere e persino interrogatori per l'acquisto di beni di prima necessità, come una bicicletta. A questo si sono aggiunte arresti sporadici, sanzioni amministrative per aver espresso opinioni critiche e una multa dopo aver tentato di lasciare Cuba in modo irregolare via mare. Sua moglie ha confermato la sua testimonianza durante la trattazione del dossier.
Tuttavia, il Ministero dell'Interno ha riconosciuto che, sebbene a Cuba esista una situazione di mancanza di libertà, precarietà e controllo sociale, il richiedente non ha presentato un profilo politico rilevante né prove oggettive sufficienti che possano attestare una persecuzione individualizzata.
La Audiencia Nacional, uno dei principali tribunali di Spagna, con competenza per rivedere le decisioni dello Stato in materie sensibili come l'immigrazione, l'asilo e la sicurezza, ha sostenuto tale criterio e ha respinto il ricorso presentato nel 2022, considerando chiuso il caso.
Il giudizio arriva in un momento particolarmente delicato per la comunità migrante in Spagna. Proprio questo martedì, il Governo ha approvato la trattazione urgente di un decreto reale che apre un processo di regolarizzazione straordinaria per persone straniere in situazione irregolare, una misura che potrebbe beneficiare circa 500.000 persone, inclusi i richiedenti protezione internazionale che hanno avviato la loro pratica prima del 31 dicembre 2025.
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