Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha evocato la crisi dei missili a Cuba durante il suo intervento alla Conferenza di Sicurezza di Monaco, ripercorrendo i momenti più critici dello scontro tra occidente e comunismo sovietico.
Nel suo discorso, Rubio ha ricordato che quando si tenne la prima edizione di quella conferenza, nel 1963, il mondo stava uscendo da uno degli episodi più pericolosi del XX secolo.
“La crisi dei missili a Cuba aveva portato il mondo al bordo della distruzione nucleare”, ha affermato, contestualizzando il clima di tensione che ha caratterizzato i primi anni della Guerra Fredda.
Il capo della diplomazia statunitense ha utilizzato quel episodio storico per illustrare quello che ha descritto come l'avanzata del comunismo in quel periodo e il rischio che, secondo la sua visione, rappresentava per la civiltà occidentale.
Segnalò che in quel momento “migliaia di anni di civiltà occidentale pendevano da un filo” e che la vittoria contro il blocco sovietico era tutt’altro che sicura.
Rubio ha inserito il riferimento a Cuba all'interno di un messaggio più ampio sulla necessità di ristabilire l'alleanza transatlantica tra gli Stati Uniti e l'Europa, difendere la sovranità nazionale e rafforzare le capacità economiche e militari dell'Occidente di fronte alle sfide attuali.
Sebbene il riferimento a Cuba sia stato breve e circoscritto al contesto storico della crisi del 1962, l'episodio è stato nuovamente citato come uno dei momenti che hanno definito l'equilibrio globale durante la Guerra Fredda e che, secondo Rubio, dimostrano l'importanza della cooperazione strategica tra alleati.
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