Esercito degli Stati Uniti si prepara per operazioni sostenute in Iran



Aereo da combattimentoFoto © X / Comando Centrale degli Stati Uniti

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L'esercito degli Stati Uniti si sta preparando per la possibilità di operazioni sostenute di “settimane” contro l'Iran se il presidente Donald Trump ordina un attacco, hanno dichiarato a Reuters due funzionari statunitensi a condizione di anonimato a causa della sensibilità della pianificazione.

La rivelazione aumenta i rischi per la diplomazia in corso e apre la porta a un conflitto di portata maggiore rispetto agli scontri precedenti tra i due paesi, secondo il rapporto.

Secondo Reuters, la preparazione militare è nota mentre gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si preparano per i negoziati con l'Iran martedì a Ginevra, con l'Oman come mediatore.

In parallelo, il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che, sebbene Trump preferisca un accordo con Teheran, "è molto difficile da realizzare", secondo il testo.

Il rapporto aggiunge che Trump ha concentrato forze militari nella regione. Funzionari americani hanno annunciato venerdì che il Pentagono invierà una portaerei aggiuntiva in Medio Oriente, aumentando il numero di soldati, oltre a aerei da combattimento, cacciatorpediniere con missili guidati e altri mezzi in grado di attaccare e difendersi.

Consultata da Reuters riguardo a questi preparativi, la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha dichiarato che Trump ha “tutte le opzioni sul tavolo” riguardo all'Iran. Il Pentagono ha rifiutato di commentare.

Secondo i funzionari citati, questa pianificazione sarebbe più complessa rispetto alle operazioni recenti.

Attacchi a punti chiave

In una campagna sostenuta, gli Stati Uniti potrebbero attaccare impianti statali e di sicurezza iraniani, non solo infrastrutture nucleari, secondo uno dei funzionari, che non ha fornito ulteriori dettagli.

Reuters sottolinea che Washington si aspetta pienamente rappresaglie iraniane, con un potenziale ciclo di attacchi e controattacchi nel tempo.

Il rapporto ricorda che l'Iran dispone di un formidabile arsenale di missili, il che aumenterebbe il rischio per le forze statunitensi e per la regione.

Cita anche avvertimenti della Guardia Rivoluzionaria riguardo a ritorsioni contro basi militari degli EE.UU. se ci fossero attacchi sul territorio iraniano, in un contesto in cui gli Stati Uniti mantengono basi in paesi del Medio Oriente come Giordania, Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Turchia.

Trump, citato da Reuters, è arrivato a ipotizzare pubblicamente la possibilità di cambiare il governo in Iran dopo un'azione militare a Fort Bragg, e ha ribadito il suo scetticismo riguardo all'invio di truppe di terra, suggerendo che le opzioni sul tavolo tendono verso attacchi aerei e navali.

Il testo confronta lo scenario con azioni precedenti: l'anno scorso gli Stati Uniti hanno inviato due portaerei nella regione e, nell'operazione "Martillo de Medianoche" di giugno, hanno condotto un attacco che Reuters descrive come essenzialmente isolato contro impianti nucleari iraniani, seguito da una rappresaglia iraniana "molto limitata" contro una base statunitense in Qatar.

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