Il regime cubano rende omaggio ai militari che proteggevano Maduro



Il regime cubano rende omaggio agli escort di Maduro dopo l'operazione degli Stati Uniti in VenezuelaFoto © Facebook/Minint Hoy

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Il regime cubano ha svolto un atto di omaggio agli ufficiali della Sicurezza Personale che si trovavano in Venezuela durante l'operazione del 3 gennaio, quando forze statunitensi hanno eseguito la cattura del dittatore Nicolás Maduro, operazione in cui 32 militari dell'isola caraibica sono morti

Secondo un'informazione ufficiale diffusa dal Ministero dell'Interno di Cuba sul suo profilo di Facebook, l'incontro si è svolto presso la sede del Battaglione 2 della Brigata Speciale Nazionale (BEN), dove si è sviluppato uno scambio tra quegli ufficiali e membri di quell'unità.

Durante l'attività si è osservato un minuto di silenzio per i combattenti caduti e è stato proiettato il documentario "Onore e Gloria", realizzato dalla Direzione Politica del ministero stesso.

L'atto è stato presieduto dal generale di brigata Oscar Alejandro Callejas Valcarce, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e capo della Direzione Politica del Ministero dell'Interno, insieme al colonnello Marcos Rosabal Rodríguez, secondo capo della Brigata Speciale Nazionale. Hanno partecipato anche altri capi, ufficiali, combattenti e lavoratori civili legati all'unità.

Secondo la versione ufficiale, gli interventi si sono concentrati sull'impegno a impedire che a Cuba si verifichino eventi simili a quelli del 3 gennaio in Venezuela e nel riaffermare la lealtà al Partito Comunista e al presidente Miguel Díaz-Canel.

Durante l'attività sono stati consegnati i tesserini del Partito Comunista a due combattenti e sono stati conferiti riconoscimenti ai partecipanti distinti.

Nel suo discorso, il colonnello Rosabal Rodríguez ha difeso l'operato degli ufficiali che proteggevano Maduro e ha sottolineato la determinazione a rimanere “in prima linea di combattimento”, a difesa di quelle che ha definito le conquiste della Rivoluzione.

L'evento si è concluso con una fotografia collettiva tra i membri della Brigata Speciale Nazionale e gli ufficiali che hanno partecipato alla protezione dell'allora presidente venezuelano.

L'atto ha messo in evidenza la stretta collaborazione tra gli apparati di sicurezza dell'Avana e il chavismo, in un contesto in cui entrambi i regimi affrontano una crescente pressione internazionale.

Mentre in Venezuela si sviluppa un processo di transizione dopo la cattura di Maduro, la leadership cubana riafferma pubblicamente il proprio sostegno politico e operativo a coloro che sono stati coinvolti nella protezione dell'ex presidente, inviando un segnale chiaro su dove si colloca nel nuovo scenario regionale.

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