Cuba e Russia firmano un accordo penitenziario in mezzo alle crescenti tensioni dell'isola con gli Stati Uniti.



Firma di un accordo di cooperazione in materia penitenziaria tra Cuba e Russia.Foto © Facebook/Embajada di Russia a Cuba

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Cuba e Russia hanno firmato un accordo di cooperazione in materia penale per il periodo 2026-2028, in un momento caratterizzato dal rafforzamento della pressione da parte degli Stati Uniti sull'isola e dal supporto esplicito del Cremlino al regime cubano di fronte a qualsiasi scenario di crisi interna.

Il programma di lavoro è stato firmato all'Avana dopo la visita di una delegazione del Servizio Federale Penitenziario e Correzionale della Russia, guidata dal suo vicedirettore, Andrei Kochukov. L'evento ha visto la presenza dell'ambasciatore russo a Cuba, Víctor Koronelli, e di rappresentanti del Ministero dell'Interno cubano.

Segundo ha informato l'Ambasciata di Russia a Cuba, l'accordo è stato concretizzato dopo diverse giornate di colloqui tra le due parti, incentrati sullo scambio di esperienze nella gestione dei sistemi penitenziari e sul rafforzamento della cooperazione istituzionale.

Anche se presentato come un'intesa tecnico, l'annuncio arriva in un contesto politico carico di simbolismo. Nei giorni recenti, Mosca ha chiarito che non permetterà che a Cuba si ripeta uno scenario simile a quello del Venezuela, dove, secondo il Cremlino, una “tradimento interno” ha facilitato la cattura di Nicolás Maduro attraverso un'operazione autorizzata dal presidente statunitense Donald Trump.

“Quel numerino non funzionerà a Cuba”, ha affermato il ambasciatore russo Vasili Nebenzia dalle Nazioni Unite, assicurando che nell'isola non ci sono crepe all'interno del apparato di potere né alti funzionari disposti a collaborare con Washington.

Le dichiarazioni coincidono con nuove sanzioni dell'Amministrazione Trump, che ha dichiarato una emergenza nazionale considerando il regime cubano una minaccia “inusuale e straordinaria” per la sicurezza degli Stati Uniti, e lo ha segnalato per il suo allineamento con paesi e attori ostili, tra cui la Russia.

In questo contesto, la cooperazione penitenziaria acquista un significato che va oltre l'amministrazione. Per migliaia di famiglie cubane, dentro e fuori dall'isola, il sistema carcerario non è un'astrazione diplomatica, ma una realtà segnata da denunce di sovraffollamento, mancanza di assistenza medica e punizioni per i prigionieri politici, inclusi i manifestanti dell'11J.

Mentre Mosca rafforza il suo sostegno politico e diplomatico a L'Avana —sebbene con limiti riconosciuti sul piano economico—, l'accordo carcerario si aggiunge a una serie di gesti che consolidano l'alleanza tra i due governi in aree sensibili come la sicurezza e il controllo interno.

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