Rivelata l'identità di un ufficiale del Minint indicato per la repressione di giornalisti e artisti cubani



L'identificazione è stata possibile grazie alla sua apparizione in immagini trasmesse dalla televisione stataleFoto © elTOQUE

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Una ricerca giornalistica del media indipendente elTOQUE ha rivelato che l'ufficiale del Ministero dell'Interno (Minint) conosciuto come “Juan Carlos”, coinvolto nella repressione contro giornalisti e artisti indipendenti a Cuba, si chiama in realtà Rafael Pupo Carnet e risiede nel municipio Playa, a L'Avana.

L'identificazione è stata possibile grazie alla sua apparizione in immagini trasmesse dalla televisione statale durante l'omaggio del 15 gennaio 2026 ai militari cubani deceduti a Caracas, uccisi dalle forze statunitensi durante l'estrazione del dittatore venezuelano Nicolás Maduro il giorno 3.

Nel corso dell'evento, svoltosi presso la sede del Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie, sono stati esposti diversi agenti della Sicurezza dello Stato.

Tra di loro si trovava l'ufficiale conosciuto dalle sue vittime come "il tenente colonnello Juan Carlos" o "Saucedo", che fu visto mentre conversava con altri repressori in attesa del suo turno per sfilare.

A partire da quelle immagini, elTOQUE è riuscito a confermare che il suo vero nome è Rafael Pupo Carnet, nato nel 1967 e residente nel quartiere Flores, nel comune di Playa.

La ricerca si è basata su due fonti protette: database di identità filtrate e la verifica dei legami familiari.

La traccia ha portato a un video di un matrimonio familiare pubblicato sui social nel gennaio del 2024, dove appare chiaramente Pupo Carnet.

Cinque delle sue vittime hanno confermato in modo indipendente che si tratta dello stesso agente che le ha interrogate, minacciate o reprimente.

Secondo testimonianze raccolte da elTOQUE, Pupo Carnet utilizzava molteplici alias come Juan Carlos, Darío, Adalberto, Augusto, Saucedo o Roberto González, e si presentava con differenti gradi militari a seconda del contesto.

Diverse vittime lo descrivono come irascibile e incline a minacce, con un trascorso di azioni repressive documentate almeno dal 2020.

L'ufficiale è stato particolarmente attivo nella campagna di molestie del 2022 contro collaboratori di elTOQUE e altri giornalisti e artisti critici.

Tra coloro che lo hanno segnalato pubblicamente ci sono Hamlet Lavastida, Carolina Barrero, Yennys Hernández Molina, Rafael González Escalona, Mónica Baró Sánchez, Alejandro Ulloa, Laura Vargas e Ariel Maceo Téllez, tra gli altri.

Le immagini dell'omaggio hanno anche permesso di identificare altri agenti della Sicurezza dello Stato, come l'ufficiale conosciuto come “Darío”, legato a interrogatori violenti e minacce di morte, e a individui segnalati da attivisti come partecipanti abituali in arresti arbitrari, sparizioni forzate e atti di intimidazione contro la società civile indipendente.

Organizzazioni come Reporteros sin Fronteras continuano a collocare Cuba come il peggior paese dell'America Latina in materia di libertà di stampa, con un modello costante di arresti arbitrari, sorveglianza, perquisizioni illegali e molestie contro giornalisti non allineati con il discorso ufficiale.

L'esposizione pubblica di questi agenti, sottolinea elTOQUE, risponde al diritto delle vittime alla verità e alla necessità di documentare le responsabilità in un contesto in cui non esistono meccanismi efficaci di giustizia.

La visibilità forzata dei repressori, questa volta grazie alle telecamere dello Stato, ha parzialmente spezzato l'anonimato che per anni ha garantito la loro impunità.

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