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Le autorità della Salute Pubblica a Pinar del Río hanno annunciato un pacchetto di misure per sostenere i servizi medici in mezzo alla crisi energetica e di combustibile che sta attraversando Cuba, un contesto che oggi costringe il sistema sanitario a operare in condizioni estreme.
Sebbene si insista sul fatto che la priorità sia non interrompere l'assistenza ai pazienti più vulnerabili, le decisioni rivelano fino a che punto l'inefficienza accumulata dello Stato ha portato il settore a operare quasi in modalità di sopravvivenza.
Secondo quanto rivelato a Telepinar, la dottoressa Sandra Ramírez Guzmán, direttrice generale della Salute nella provincia, ha spiegato che il insieme di programmi del settore rimane attivo, ma diversi di essi hanno dovuto essere riorganizzati per ridurre il consumo di energia e la spesa di carburante.
La strategia, ha detto, mira a "ottimizzare" le risorse in un contesto in cui non è più possibile garantire il normale funzionamento di ospedali, policlinici e servizi di supporto.
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda i pazienti in emodialisi.
Dei 181 che ricevono questo trattamento nella provincia, 108 saranno ricoverati a Sandino, Consolación del Sur e nel comune capoluogo per ridurre i trasferimenti da zone lontane.
Nel caso di Pinar del Río, i pazienti saranno assistiti presso l'ospedale dell'Istituto Preuniversitario Vocazionale Federico Engels, mentre all'Abel Santamaría Cuadrado verranno ricoverati coloro che presentano qualche malattia associata.
I residenti della capitale provinciale continueranno a utilizzare il servizio di taxi per arrivare alle sessioni programmate.
Ramírez Guzmán ha precisato che questa riorganizzazione risponde all'esigenza di risparmiare carburante ed evitare viaggi non necessari in un contesto in cui la mobilità è seriamente limitata.
Nella stessa direzione, si rafforzerà la capacità risolutiva dei policlinici e dei servizi di emergenza estesi nei comuni, con un controllo quotidiano dei rimandi medici da parte di team provinciali e specialisti territoriali, per impedire che pazienti non necessari vengano trasferiti nella capitale pinareña.
La funzionaria ha inoltre sottolineato che verranno prioritizzati i risorse per l'assistenza a urgenze ed emergenze mediche, mentre le consulenze di proiezione comunitaria si svolgeranno solo con cadenza quindicinale.
Le chirurgie d'emergenza rimarranno attive, ma quelle elettive saranno posticipate, una misura che si è già estesa ad altre province del paese e che conferma il deterioramento del funzionamento normale del sistema sanitario.
Inoltre, verrà ridotta la frequenza del servizio Medibus nei comuni: a partire da ora circolerà solo tre volte a settimana, con priorità per le donne in gravidanza e i pazienti oncologici.
Allo stesso tempo, continueranno a operare le tre banche del sangue della provincia e le donazioni continueranno a svolgersi nei territori come fino ad ora.
Ramírez Guzmán ha assicurato che è garantito il combustibile per i gruppi elettrogeni di tutti gli ospedali e per le 12 ambulanze che operano a Vueltabajo, così come per eventuali trasferimenti di pazienti verso La Habana quando sia necessario un intervento specializzato.
Misure in altre province
Gli ospedali sono in emergenza in tutto il paese, non solo a Pinar del Río.
A Holguín sono state sospese tutte le chirurgie elettive, mettendo in pausa migliaia di interventi non urgenti. Saranno mantenute solo le chirurgie d'emergenza e urgenti, così come quei casi particolari che mettono in pericolo la vita del paziente.
La misura è accompagnata da una rigorosa priorizzazione delle risorse.
Le autorità descrivono lo scenario come "estremamente complesso", con severe restrizioni di elettricità e trasporti che obbligano a una profonda riorganizzazione dei servizi.
Decisioni simili sono state applicate a Matanzas, dove la riduzione delle visite ambulatoriali e la priorizzazione delle risorse per donne in gravidanza, pazienti oncologici e in emodialisi evidenziano che l'assistenza medica funziona in modalità di sopravvivenza.
Il riassetto include turni prolungati per gli infermieri, il trasferimento di banche del sangue e un controllo rigoroso delle risorse elettriche e dei trasporti per sostenere servizi vitali.
Un Governo incapace di garantire le condizioni per proteggere la vita
Le autorità attribuiscono questo scenario al rafforzamento della politica degli Stati Uniti, che ha ordinato di imporre dazi ai paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba.
Ma al di là dei fattori esterni, la situazione attuale mette in evidenza un problema strutturale: un sistema che, per mancanza di previsione, investimento e gestione efficiente, non riesce a garantire in modo stabile servizi fondamentali come l'energia e i trasporti, pilastri imprescindibili per sostenere l'assistenza sanitaria.
Ciò che oggi viene presentato come "misure temporanee" è, in realtà, un ulteriore segnale di un paese gestito attraverso l'emergenza.
La salute pubblica resiste con toppe, riorganizzazioni e sacrifici per pazienti e lavoratori, mentre il Governo mantiene il controllo politico, ma ha perso la capacità di garantire con normalità l'essenziale: luce, combustibile e condizioni minime per prendersi cura della vita.
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