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La crisi energetica e dei combustibili a Cuba non è più una statistica: si traduce in sale operatorie chiuse e servizi ospedalieri che funzionano in modalità di sopravvivenza.
A Holguín, la Direzione Generale della Salute ha annunciato la sospensione immediata di tutte le attività chirurgiche elettive, una decisione estrema che mette in pausa migliaia di interventi non urgenti e conferma fino a che punto il sistema sanitario opera oggi in condizioni limite.
Secondo quanto riportato su Radio Holguín la Nueva, le autorità descrivono la situazione come "estremamente complessa", con severe restrizioni su elettricità e trasporti che richiedono una profonda riorganizzazione dei servizi.
A partire da ora verranno effettuate solo operazioni chirurgiche emergenti e urgenti, così come quei casi specifici che mettono in pericolo la vita del paziente. In altre parole, l'accesso a procedure programmati è congelato a tempo indeterminato.
La misura è accompagnata da una rigorosa priorità delle risorse.
Si garantirà l'accesso e il trattamento di tutti i pazienti in emodialisi nei cinque centri provinciali, iniziando da coloro che vivono in zone di difficile accesso per garantire la continuità terapeutica.
Si protegono in modo speciale le gestanti: è previsto il ricovero ospedaliero del 100% delle donne in gravidanza a termine a partire dalla 37ª settimana; in aree con situazione geografica sfavorevole, a partire dalla 34ª, e a Sagua di Tánamo, dalla 32ª settimana.
Inoltre, si stabilisce l'ospedalizzazione obbligatoria fino al puerperio per le gestanti adolescenti oltre le 26 settimane e per qualsiasi donna in gravidanza con quel periodo di gestazione che presenta fattori di rischio come ipertensione gestazionale o restrizione della crescita intrauterina.
Per risparmiare il poco combustibile disponibile, si sospende temporaneamente la proiezione comunitaria dei team di salute verso altri municipi e si mantiene unicamente l'attività all'interno di ciascun territorio.
In parallelo, si istruisce ad aumentare l'uso della medicina naturale e tradizionale come alternativa terapeutica di fronte alle limitazioni.
Fino a quando dureranno le misure "puntuali"?
Le autorità presentano queste decisioni come "necessarie e temporanee", orientate a non sacrificare l'assistenza ai gruppi più vulnerabili.
Dietro il linguaggio amministrativo c'è una realtà dura: ospedali che non possono garantire operazioni programmate perché mancano elettricità, trasporti e carburante.
Non è una contingenza occasionale, ma la conseguenza di anni di cattiva gestione, disinvestimento e mancanza di trasparenza.
Il governo conserva la sua capacità di controllo, ma ha perso - a causa della propria inefficienza - la capacità di proteggere la vita quotidiana. Oggi, la sicurezza si esercita come coercizione, mentre la sicurezza umana - energia, salute, trasporti - evapora.
In pratica, la sospensione delle chirurgie elettive a Holguín è il segnale più chiaro di un sistema sanitario che opera in uno stato di emergenza permanente.
Un paese paralizzato
Quando uno Stato non riesce a garantire le cose fondamentali -luce per operare, combustibile per muovere le ambulanze, materiali per la cura-, la legittimità basata sulle prestazioni si esaurisce.
Il Governo stesso ha riconosciuto giorni fa un pacchetto di misure per la carenza di carburante, dando priorità ai "servizi essenziali" come salute, acqua e produzione di alimenti, e annunciando restrizioni dirette alla popolazione, tra cui aggiustamenti nella vendita di carburante al pubblico.
Si prevede una riduzione delle partenze di autobus nazionali, la sospensione delle liste d'attesa e dei servizi specifici per il personale sanitario a L'Avana.
Tutto conferma un paese gestito tramite colpi di emergenza, senza una capacità operativa stabile.
Il deterioramento non può essere spiegato solo da fattori esterni. L'opacità strutturale, la mancanza di responsabilità e la cattura dell'economia da parte delle élite imprenditoriali-militari hanno ridotto la capacità dello Stato di trasformare i redditi in beni pubblici.
La popolazione non vede soluzioni strutturali, solo tagli e rinvii.
La produzione è ai minimi storici, i servizi funzionano con ripari temporanei e la crisi energetica -con interruzioni fino a venti ore- erode contemporaneamente produzione, servizi e vita quotidiana.
In questo contesto, il fatto che Holguín fermi gli interventi chirurgici elettivi non è un'eccezione: è il sintomo di un collasso funzionale. Il governo comanda, ma non può più garantire.
E quando un paese arriva al punto in cui la salute dipende da quanta luce c'è in quel giorno, la responsabilità non è della contingenza: è di una gestione che ha permesso che tutto arrivasse fino a questo punto.
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