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Viaggiare a Cuba torna a diventare una scommessa incerta. La crisi energetica che attraversa l'Isola non si fa più sentire solo nei blackout e nella vita quotidiana dei cubani, ma comincia a colpire pesantemente il turismo internazionale, uno dei pochi settori economici che ancora sostiene il paese.
Diverse compagnie aeree canadesi hanno attivato avvisi di viaggio, cambiamenti flessibili e riallocazioni di passeggeri dopo che l'Aeroporto Internazionale José Martí de L'Avana ha avvertito che potrebbe rimanere senza carburante per aerei.
La notizia è stata confermata da Reuters, che ha riportato l'emissione di un avviso operativo NOTAM in cui si avvisa che non ci sarà disponibilità di carburante Jet A-1 per diverse settimane, un avvertimento di portata internazionale.
Un NOTAM, conosciuto come "avviso agli aviatori", è una comunicazione ufficiale che avvisa su condizioni critiche per le operazioni aeree. In questo caso, la notifica emessa dall'aeroporto dell'Avana ha carattere internazionale, il che implica che l'avvertimento è rivolto a compagnie aeree e autorità di diversi paesi.
La situazione ha allerta i viaggiatori e le compagnie aeree. Il governo canadese aveva già innalzato il livello di precauzione per coloro che pianificano di visitare Cuba, avvertendo che la scarsità di carburante potrebbe influenzare voli, hotel e servizi turistici. Poco dopo, compagnie come Air Canada, WestJet, Air Transat e Sunwing hanno iniziato a offrire opzioni di cancellazione o cambi senza penalità, secondo CBC News.
Dietro queste decisioni ci sono storie concrete. Toronto Sun ha riportato che diversi centri turistici hanno chiuso temporaneamente per conservare risorse, il che ha costretto a ricollocare gli ospiti in altre strutture o addirittura a cambiare destinazione.
Air Transat ha confermato che alcuni viaggiatori sono già stati trasferiti in hotel di categoria simile o superiore, mentre altri hanno scelto di modificare le loro vacanze a causa dell'incertezza.
La crisi ha un retroterra geopolitico. Cuba ha storicamente dipeso dal combustibile fornito dal Venezuela, ma da quando gli Stati Uniti hanno bloccato le esportazioni petrolifere del paese sudamericano e il presidente Donald Trump ha minacciato di imporre dazi a qualsiasi nazione che rifornisca l'Isola, il flusso è stato praticamente interrotto.
Secondo PAX, le autorità cubane hanno riconosciuto che il paese potrebbe rimanere senza carburante per aviazione per almeno un mese, colpendo tutti gli aeroporti internazionali, da L'Avana e Varadero a Holguín, Santiago di Cuba e Cayo Coco.
L'impatto è già visibile nelle operazioni aeree. Air Canada ha confermato a PAX che ha sospeso il trasporto di passeggeri verso Cuba su alcuni voli, operando solo tratte di ritorno per riportare i viaggiatori nel paese. WestJet e Sunwing assicurano che continueranno a volare, sebbene sotto monitoraggio costante e con piani di emergenza in caso di possibili interruzioni.
Nel frattempo, il governo cubano ha risposto con nuove misure di emergenza: riduzione del trasporto pubblico, accorciamento della settimana lavorativa, lezioni universitarie a distanza e chiusura temporanea di strutture turistiche, il tutto con l'obiettivo di preservare carburante per i settori essenziali.
Per molti cubani all'interno dell'Isola, queste decisioni non sono nuove; per coloro che vivono all'estero e sognano di visitare le loro famiglie o tornare, anche solo per pochi giorni, l'incertezza torna a prevalere.
Sebbene l'Ufficio del Turismo di Cuba a Toronto insista sul fatto che i complessi turistici operano normalmente e che il paese ha assicurato forniture in anticipo, gli avvisi delle compagnie aeree, le riposizioni dei turisti e gli avvisi ufficiali tracciano uno scenario diverso. Viaggiare a Cuba, ancora una volta, diventa imprevedibile, bloccato tra la crisi interna, la pressione internazionale e un paese che continua a funzionare al limite.
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