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La grave crisi energetica che sta attraversando Cuba ha iniziato a influenzare direttamente le rotte aeree internazionali.
A partire da martedì 10 febbraio e almeno fino al 12, i voli di Air Europa tra L'Avana e Madrid dovranno effettuare una sosta tecnica a Santo Domingo, Repubblica Dominicana, per rifornirsi di carburante.
La misura, confermata dalla stessa compagnia aerea, è dovuta alla totale mancanza di carburante per aviazione presso l'Aeroporto Internazionale José Martí e altre terminali del paese.
“A causa della mancanza di carburante presso l'Aeroporto Internazionale José Martí, se viaggi da L'Avana a Madrid nei giorni 10, 11 e 12 febbraio, ti informiamo che, sebbene la nostra operatività sia confermata, i voli subiranno alcune modifiche e sarà necessaria una sosta tecnica per rifornimento a Santo Domingo”, ha comunicato Air Europa questo lunedì in un comunicato citato dall'agenzia EFE.
La compagnia aerea ha espresso rammarico per i disagi causati da una situazione “estranea all'azienda” e ha avvertito che gli orari di partenza e arrivo dei voli potrebbero subire delle modifiche.
Questa manovra logistica di emergenza consente di mantenere attivo il servizio senza necessità di cancellazioni, ma aggiunge complessità e possibili ritardi agli itinerari dei viaggiatori.
Parada tecnica nella Repubblica Dominicana: Una soluzione temporanea
Il cambiamento nell'operatività di Air Europa avviene dopo che le autorità cubane hanno emesso un avviso NOTAM (“Notice to Airmen”) che avverte dell'indisponibilità del carburante JET A1, il tipo utilizzato dalla maggior parte degli aerei commerciali.
Il comunicato ufficiale, confermato da fonti all'agenzia EFE, indicava che “JET A1 FUEL NOT AVBL”, il che implica che nessuno degli aeroporti internazionali di Cuba può garantire il rifornimento necessario per i voli in partenza.
L'assenza di cherosene colpisce terminali chiave come quelli de L'Avana, Varadero, Holguín, Santiago di Cuba, Camagüey e Santa Clara, compromettendo seriamente l'operatività aerea delle compagnie che collegano l'isola a destinazioni in Europa, Stati Uniti e America Latina.
Iberia e altre compagnie aeree stanno ancora valutando i loro piani
Anche se Air Europa è stata la prima compagnia aerea spagnola a prendere misure concrete, Iberia ha reagito attivando un'adeguamento delle tariffe per consentire cambi volontari di data o percorso ai passeggeri con biglietti già emessi verso Cuba.
La compagnia ha indicato che al momento non ci sono state cancellazioni né cambi ufficiali nella sua programmazione, ma mantiene un “monitoraggio costante dell'evoluzione della situazione”.
Insieme ad Air Europa e Iberia, altre compagnie aeree con voli regolari tra Madrid e L'Avana, come World2Fly, Cubana de Aviación e Air China, non hanno ancora reso noti cambiamenti nella loro operatività, nonostante i voli previsti nelle prossime settimane possano essere anch'essi compromessi.
Un precedente che riporta in vita strategie degli anni '90
Di fronte all'impossibilità di rifornirsi di carburante sul territorio cubano, la soluzione più viabile per le compagnie aeree è introdurre scali tecnici in aeroporti vicini come quelli della Repubblica Dominicana o del Messico, una strategia già utilizzata durante episodi precedenti di scarsità energetica a Cuba, come quelli degli anni '90.
Tuttavia, questo tipo di misure logistiche aumenta i costi e la complessità operativa per le compagnie aeree, che devono riallineare le loro rotte in tempo reale.
Questa emergenza nel settore aeronautico fa parte di una crisi energetica molto più ampia, che colpisce Cuba dalla metà del 2024 ed è stata acuita dall'entrata in vigore di nuove sanzioni degli Stati Uniti.
Secondo fonti diplomatiche, l'amministrazione Trump ha firmato a gennaio un'ordinanza esecutiva che impone dazi ai paesi che forniscono petrolio a Cuba, il che ha finito per soffocare le importazioni energetiche dell'isola, soprattutto dopo la cessazione delle spedizioni di greggio venezuelano.
Cuba produce solo circa un terzo dell'energia che consuma e dipende dall'approvvigionamento esterno per mantenere attivi settori chiave come il trasporto, il turismo e i servizi pubblici.
In risposta, il Governo cubano ha annunciato la settimana scorsa un pacchetto di misure di emergenza che include drastiche riduzioni nell'uso di combustibile, chiusure di hotel, riduzione degli orari nei servizi pubblici e promozione del telelavoro.
L'obiettivo: sfruttare al massimo le limitate riserve energetiche nazionali mentre si negoziano nuove fonti di approvvigionamento.
"La isla produce appena un terzo del proprio fabbisogno energetico", ha riconosciuto recentemente un funzionario del Ministero dell'Energia e delle Miniere, che ha definito la situazione "insostenibile se non si ottiene un sollievo immediato dall'embargo petrolifero".
Repercussioni sul turismo e sul trasporto internazionale
L'impossibilità di garantire voli regolari senza scali da e verso Cuba potrebbe influire gravemente sul turismo internazionale, specialmente durante l'alta stagione.
Il settore turistico, uno dei pochi generatori di valute per lo Stato cubano, era già stato colpito dalla pandemia, dal calo dei visitatori europei e canadesi, e dalla contrazione del mercato statunitense.
Per i viaggiatori, la situazione genera incertezza: cambi nei programmi, aumento della durata dei tragitti e la possibilità di nuove cancellazioni se la fornitura di cherosene non verrà ripristinata nei prossimi giorni.
Nel frattempo, le compagnie aeree internazionali sperano che il Governo cubano possa negoziare una soluzione rapida al disservizio, o almeno consentire rifornimenti limitati per le rotte critiche.
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