Il cuartico non è più lo stesso



Kamil Zayas Pérez e José Martí in El4ticoFoto © Captura di video Instagram / @el4tico - Instagram / @mvallejotv

Video correlati:

Durante decenni, i cubani hanno usato una frase che, tra umorismo e rassegnazione, riassume l'immobilismo del paese: “il cuartico è uguale”.  

Si diceva quando qualcuno tornava a casa, o nella realtà, e tutto rimaneva uguale: la povertà, le code, i discorsi, le promesse non mantenute.

Col tempo, il “cuartico” è diventato metafora di un paese fermo, una stanza chiusa dove nulla cambia anche se passano gli anni.

Ma oggi, qualcosa si sta muovendo. Il cuartico non è più lo stesso.

La nuova generazione cubana sta aprendo finestre in quella stanza polverosa. Giovani creatori, attivisti e cittadini comuni stanno perdendo la paura e recuperando la voce.

Progetti come El4tico o Fuera de la Caja Cuba, e figure come Anna Sofía Benítez, fanno parte di un risveglio civico di una nuova generazione che non si accontenta più di sopravvivere.  

Questi giovani usano i social network per spiegare ciò che il potere tace: che Cuba vive sotto un sistema totalitario, corrotto e esausto, dove esprimere un'opinione è un rischio e tacere è diventata una forma di morte interiore.

Il caso di El4tico lo dimostra con crudezza. Dopo aver pubblicato una serie di video che mettono in evidenza la natura repressiva ed estrattiva del potere cubano, due dei suoi membri, Kamil Zayas Pérez e Ernesto Ricardo Medina, sono stati arrestati a Holguín.

I loro attrezzature furono confiscate e le loro famiglie rimasero sotto sorveglianza. Poche ore dopo, una lettera postuma scritta da Kamil rivelò che il giovane aveva previsto il suo arresto: “Non mi arrestano per furto, mi arrestano per l'unico crimine che una dittatura non tollera: pensare con una mente propria.”

Ma ciò che il regime non aveva previsto era l'eco. Decine di giovani hanno risposto sui social media con video, messaggi e campagne sotto l'etichetta #TodosSomosEl4tico. Artisti, attivisti e altri attori della società civile sono scesi in campo per denunciare questo nuovo abuso della Sicurezza dello Stato.

Nei loro messaggi, ripetono un'idea chiave: "Non hanno catturato El4tico, hanno sequestrato la voce di tutti i cubani." È il riflesso di una generazione che non parla più dalla paura, ma dalla dignità.

Questo cambiamento sociale avviene in un contesto politico senza precedenti. Dopo la cattura di Nicolás Maduro e il collasso dell'apparato chavista, Cuba ha perso il suo principale alleato e fornitore, rimanendo più esposta e isolata che mai.  

Gli Stati Uniti, sotto la leadership di Donald Trump e Marco Rubio, hanno imposto una strategia ferma di pressione regionale contro le dittature dell'asse bolivariano. In questa nuova mappa, L'Avana è rimasta senza margini di manovra, mentre la crisi interna —economica, morale e politica— si approfondisce. 

Tuttavia, la trasformazione più importante non avviene negli uffici del potere, ma nelle coscienze.

Ogni video, ogni lettera, ogni denuncia pubblica dimostra che la società cubana sta cambiando. Non si tratta più solo di sopravvivere o di emigrare, ma di rivendicare diritti, chiedere libertà e nominare la realtà con le proprie vere parole. Questa è la rivoluzione silenziosa che spaventa il regime: quella del pensiero libero.

“Il cuartico è uguale” è stata, per anni, il lamento di un paese immobile. Oggi è diventata il suo opposto: un avvertimento al potere che il cuartico non è più controllato da loro.

I giovani hanno cominciato a spostare i mobili, ad aprire le tende, a far entrare la luce. E quando ciò accade, per quanto i repressori cerchino di far finta che tutto sia al proprio posto, il cuartico non tornerà più ad essere lo stesso di prima.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.