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Il comico Alejandro García, conosciuto come Virulo, ha pubblicato un messaggio su in cui si è espresso contro la repressione dei cittadini che manifestano le proprie idee a Cuba, pur ribadendo il suo rifiuto a qualsiasi intervento straniero negli affari del paese.
Nella sua pubblicazione, Virulo ha scritto:
"Non voglio che Trump mi salvi da nulla. I problemi di Cuba devono essere risolti da noi cubani senza che gli americani si intromettano. Ma non bisogna reprimere chi alza la voce e esprime le proprie idee senza commettere alcun reato, questo è un diritto inalienabile."
Nella sezione dei commenti, ha precisato il contesto della sua posizione.
Ha riconosciuto che il suo messaggio si riferisce direttamente a quanto sta accadendo con i due giovani arrestati a Holguín, collegati al progetto indipendente El4tico.
"Per questo dico che non bisogna reprimere nessuno se non commette un reato", ha sottolineato.
Colpisce la posizione di Virulo -uno dei più chiari difensori del regime nel settore artistico- nel criticare il governo per aver perseguito e arrestato persone che non hanno commesso alcun reato e che si limitano a esercitare il loro diritto di esprimersi.
Il comico, che nel 2022 ha ricevuto un riconoscimento dal Ministero delle Forze Armate per il suo "attaccamento alla rivoluzione", ora mette in discussione il modo in cui il potere agisce nei confronti di coloro che la pensano diversamente.
Nonostante il dubbio interesse di una figura storicamente identificata con il discorso ufficiale, il suo messaggio si unisce a un crescente coro di voci - dentro e fuori Cuba - che denunciano il governo per aver represso giovani il cui unico "crimine" è quello di esprimere opinioni, analizzare o criticare la realtà del paese.
In un contesto in cui la crisi economica, sociale e morale colpisce milioni di cubani, la risposta dello Stato continua a essere il controllo e l'intimidazione.
Il problema di fondo è proprio questo: la criminalizzazione del pensiero indipendente e l'uso della repressione come strumento politico in una dittatura.
Cosa è successo con El4tico?
La dichiarazione di Virulo avviene dopo l'arresto a Holguín di Kamil Zayas Pérez e Ernesto Ricardo Medina, legati al progetto El4tico, un'iniziativa conosciuta sui social per le sue analisi e critiche sociopolitiche sulla realtà cubana.
Secondo quanto denunciato da attivisti e dalla piattaforma Cittadinanza e Libertà, entrambi sono stati arrestati durante un'operazione di polizia e trasferiti presso la sede di Istruzione Penale di Holguín, conosciuta come "Tutti cantano", un centro indicato per pratiche di interrogatori violenti e trattamenti degradanti.
Durante la perquisizione, gli agenti hanno portato via computer, telefoni, fotocamere e attrezzature di lavoro usate dai giovani per documentare la loro attività.
Il progetto El4tico ha diffuso un video del momento dell'operazione, in cui si sente un ufficiale affermare di avere un ordine per entrare. Da allora, i social media e gli attivisti hanno espresso solidarietà con i detenuti sotto l'etichetta #TodosSomosEl4tico.
Diversi personaggi pubblici, tra cui Luis Alberto García e Ulises Toirac, così come l'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba, hanno chiesto il rispetto dei diritti umani di Kamil Zayas e Ernesto Ricardo Medina e la loro liberazione.
L'intervento di Virulo risulta particolarmente significativo perché lui è stato, per decenni, un sostenitore del sistema politico cubano.
La sua postura non mette in discussione il controllo del potere da una posizione oppositiva tradizionale, ma evidenzia una frattura interna: anche voci storicamente allineate con il regime riconoscono che reprimere idee è incompatibile con qualsiasi nozione di giustizia o dignità.
Il caso si verifica in un paese segnato da blackout, inflazione, migrazione di massa e un profondo malessere sociale. In questo contesto, ogni voce che critica il sistema è considerata una minaccia, non come un cittadino che esercita un diritto.
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