Il governo cubano ha annunciato che, “per la prima volta”, si apre la possibilità che entità e persone che producono elettricità —attraverso fonti rinnovabili installate in aziende, istituzioni o abitazioni— possano vendere direttamente a terzi l'energia prodotta, oltre a poterla commercializzare con l'Unione Elettrica.
La misura è stata presentata come parte di un pacchetto di azioni per incrementare la produzione elettrica in mezzo alla crisi energetica del paese.
Secondo l'esposizione diffusa da Oscar Pérez-Oliva Fraga, vice primo ministro e ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri, nella Mesa Redonda, in precedenza coloro che generavano elettricità potevano vendere quella energia solo all'Unione Elettrica per la sua consegna al sistema.
Ora, oltre a mantenere questa opzione, viene abilitata la vendita diretta a "un altro consumatore", che può essere un'azienda, un'industria o "qualunque istituzione del paese" con capacità di acquisto.
Le autorità hanno inquadrato la decisione all'interno di un programma più ampio per ampliare gli incentivi all'installazione di fonti rinnovabili sia a livello aziendale che domestico.
Secondo lo stesso messaggio, questa possibilità di vendita diretta mira a contribuire al piano statale per incrementare la generazione da fonti rinnovabili.
L'annuncio è stato accompagnato da riferimenti ad altre azioni energetiche.
Nello stesso documento è stato menzionato che si sta lavorando per aumentare la produzione nazionale di petrolio, anche a partire da pozzi già attivi che avrebbero la capacità di produrre di più.
A tal fine, è stato indicato che si ottengono risorse attraverso “diverse modalità” e “negoziazioni”, tramite l'azienda CUPET e in associazione con compagnie straniere che partecipano a questi processi.
Il segmento ha aggiunto che, oltre alle misure volte ad aumentare l'offerta energetica —petrolio e fonti rinnovabili—, sono anche previste decisioni “più orientate al risparmio”, sebbene non siano stati forniti dettagli su quali sarebbero
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