Humberto López sul blocco petrolifero degli Stati Uniti nei confronti del regime cubano: "È massacro, è strage, è sterminio."



Humberto LópezFoto © Captura Youtube / Canal Caribe

Il portavoce ufficiale Humberto López ha definito come una “strage” e un “exteriminio” il nuovo decreto esecutivo firmato dal presidente Donald Trump che sanziona i paesi che continuano a fornire petrolio al regime cubano.

Durante il suo programma su Canal Caribe, trasmesso il 3 febbraio 2026, López ha dedicato un'ampia intervento a mettere in discussione la decisione di Washington, affermando che la misura costituisce un'“aggressione brutale contro Cuba” e una violazione del diritto internazionale.

“Gli Stati Uniti stanno costringendo paesi terzi a relazionarsi con Cuba nel modo che ritengono opportuno... Se questo viene permesso, si stabilirebbe un precedente molto pericoloso nelle relazioni politiche ed economiche internazionali”, ha affermato. Ha poi aggiunto: “È una strage, è un massacro, ripeto la parola, questo è un exterminio”.

Secondo López, l'ordine esecutivo di Trump “impedisce di acquistare farmaci, parti di attrezzature mediche e combustibile necessario per generare energia elettrica negli ospedali”, il che ha definito un tentativo di “annichilimento” del popolo cubano. “Quanti bambini, anziani o malati di cancro stanno aspettando un farmaco che non si può acquistare a causa del blocco?”, si è chiesto davanti alle telecamere.

L'ordinanza esecutiva e il blocco petrolifero

Il decreto firmato il 29 gennaio da Donald Trump dichiara un'emergenza nazionale e apre la strada all'imposizione di dazi su prodotti dei paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba. La misura mira a interrompere una delle principali vie di sopravvivenza economica del regime in un contesto di blackout prolungati, paralisi produttiva e perdita del supporto energetico venezuelano dopo la cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio.

Secondo fonti della Casa Bianca citate da Reuters, l'ordine esecutivo fa parte di una strategia più ampia dell'amministrazione Trump e del Segretario di Stato Marco Rubio per promuovere un cambio di regime a Cuba prima della fine del 2026. Entrambi sostengono che l'isola “non potrà sostenersi senza il flusso di petrolio straniero” e che il collasso dell'approvvigionamento venezuelano rappresenta “un'opportunità storica”.

Negazione della repressione e discorso ufficialista

In quello stesso programma, López ha anche difeso la posizione del regime sui diritti umani e sulla disidenza interna, affermando che “a Cuba non si perseguitano i dissidenti politici”. Secondo quanto dichiarato, sull'isola ci sono persone che “commettono reati contro la sicurezza dello Stato e altri reati comuni”, ma non c'è persecuzione ideologica.

Il portavoce ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti utilizzano l'argomento dei diritti umani come "pretesto" per giustificare la loro "aggressività politica" e ha accusato Washington di manipolare le informazioni su Cuba. Nel suo discorso, ha paragonato i casi di repressione sull'isola a fatti storici statunitensi, citando gli assassinii di Martin Luther King, Malcolm X e John F. Kennedy come esempi di violenza politica "all'interno del proprio sistema norteamericano".

I fatti smentiscono Humberto López

Tuttavia, tra agosto 2025 e gennaio 2026, il regime cubano ha attuato un modello sostenuto di repressione e molestie contro attivisti e oppositori. Durante l'anniversario del Maleconazo, ad agosto, decine di dissidenti sono stati messi sotto assedio o impediti di lasciare il paese per evitare manifestazioni pubbliche. A novembre, un ex prigioniero politico del 11J ha lasciato l'isola dopo aver denunciato costanti molestie e minacce.

Già nel gennaio del 2026, in coincidenza con le nuove sanzioni di Washington, si sono intensificati gli interrogatori, gli arresti domiciliari e i trasferimenti forzati di oppositori. Queste azioni sono state eseguite sotto il pretesto di “difendere la sicurezza dello Stato”, la stessa narrativa utilizzata da López per negare l'esistenza di persecuzione politica.

Organizzazioni come Prisoners Defenders e Cubalex hanno documentato centinaia di casi di prigionieri politici e rappresaglie per motivi ideologici, contraddicendo frontalmente le affermazioni del commentatore.

Un discorso allineato con il potere

La presa di Humberto López rafforza il discorso ufficiale del regime, che cerca di trasferire la responsabilità della crisi interna all'embargo statunitense. Al contrario, gli analisti sostengono che il collasso economico cubano risponde principalmente all'inefficienza strutturale del sistema socialista, alla corruzione militare e al controllo monopolistico di GAESA sui settori strategici dell'economia.

Mientras l'amministrazione Trump avanza con misure di pressione per isolare finanziariamente L'Avana, la narrativa ufficiale cerca di mantenere coesa la sua base interna appellandosi al nazionalismo e al vittimismo storico. In questa logica, i portavoce del regime —come López— amplificano un messaggio che combina negazione della repressione, drammatizzazione dell'embargo e difesa chiusa del modello politico cubano.

In un contesto di estrema scarsità e crescente malcontento sociale, le dichiarazioni di López sembrano destinate a blindare il discorso del potere piuttosto che a offrire soluzioni concrete alle mancanze che soffre la popolazione.

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Redazione di CiberCuba

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