Oltre 1.500 cubani sostengono l'iniziativa civica per liberare i prigionieri politici



Prigionieri politici Cuba (Immagine illustrativa)Foto © CiberCuba

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Cittadini cubani hanno presentato questo mercoledì all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP) una Petizione Cittadina per una Legge di Amnesty, sostenuta da 1.535 firme verificate, con l'obiettivo di richiedere la liberazione delle persone incarcerate per motivi politici nel paese.

La iniziativa fa parte della campagna “Per un'Amnistia Subito!”, un'azione civica promossa da familiari di prigionieri politici e cittadini dentro e fuori l'isola, ha indicato un comunicato pubblicato sui social media. 

Secondo i suoi promotori, la petizione si inserisce nel diritto costituzionale di lamentela e petizione, previsto dall'articolo 61 della Costituzione della Repubblica e nella Legge n. 167/2023, che regola la procedura per esercitare tale diritto di fronte alle istituzioni dello Stato.

L'atto di consegna si è svolto nella sede dell'Assemblea Nazionale da parte di Yenisey Mercedes Taboada Ortiz —madre del prigioniero politico Duannis León Taboada—, Jenny V. Pantoja Torres e Miryorly García Prieto, che è rimasta come rappresentante formale presso le autorità per seguire il processo.

La documentazione presentata include un documento tecnico-giuridico a sostegno della richiesta, la Carta di Petizione Cittadina per una Legge di Amnistia pubblicata sui social network l'11 gennaio scorso e l'elenco dei firmatari.

In totale, la campagna ha raccolto 2.155 sostegni validi, di cui 1.535 sono stati confrontati, verificati e consegnati in questo primo momento.

Secondo le informazioni diffuse dagli organizzatori, il 59% dei firmatari risiede permanentemente a Cuba, mentre il 6% sono familiari di prigionieri politici, principalmente madri come legame principale.

Il documento sottolinea che la raccolta di firme continuerà ad essere aperta per includere nuove adesioni che, una volta validate, saranno presentate all'Assemblea in modo progressivo.

La lettera, indirizzata al presidente del Parlamento cubano e a tutti i deputati, chiede la discussione e l'approvazione di una Legge di Amnistia che consenta di riparare “un'ingiustizia prolungata” e offrire “un gesto umanitario e di riconciliazione”.

Nel testo, i firmatari citano frammenti del saggio “El presidio político en Cuba” di José Martí e ricordano che l'unica amnistia approvata nella storia recente del paese fu quella del 1955, decretata da Fulgencio Batista per liberare gli assalitori del quartiere Moncada.

Il documento fa anche riferimento a una petizione precedente, presentata nel gennaio del 2024 da Wilber Aguilar Bravo, padre del prigioniero politico Walnier Luis Aguilar Rivera, che è stata restituita senza una risposta formale.

Gli impulsi considerano che, da allora, “la situazione dei prigionieri politici si sia aggravata” e sostengono che nel paese “ci siano più di 1.000 persone incarcerate per motivi politici”, molte delle quali condannate dopo le manifestazioni dell'11 luglio 2021.

La petizione denuncia la persistenza di sentenze sproporzionate, la mancanza di riconoscimento ufficiale del carattere politico dei casi e le condizioni di sovraffollamento nelle prigioni, che secondo gli organizzatori riguardano più di 90.000 detenuti in totale.

In questo contesto, i firmatari considerano "urgente" una risposta umanitaria che allevi la sofferenza delle famiglie e riduca il costo sociale ed economico del sistema penitenziario.

I promotori di “¡Por una Amnistía Ya!” hanno affermato che il loro scopo è civico e non di parte, e si sono impegnati a proteggere la riservatezza dei dati personali dei firmatari, limitando la loro divulgazione pubblica ai nomi e ai paesi di residenza.

“Questa azione mira a esprimere la volontà di sostenere il dolore di centinaia di famiglie e impedire che questa ferita rimanga aperta, a causa del rifiuto del dissenso, nell'anima della nazione cubana”, si legge nel comunicato.

L'iniziativa, a cui può aderire qualsiasi cittadino cubano —che risieda o meno nel paese—, rimarrà aperta nelle prossime settimane.

Gli organizzatori hanno ribadito la loro speranza che l'Assemblea Nazionale risponda in conformità alla legge e consenta che la proposta venga dibattuta come parte del processo legislativo ordinario.

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Redazione di CiberCuba

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