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La segretaria della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Kristi Noem, ha annunciato questo lunedì che il dipartimento che dirige
Il comunicato è stato reso pubblico attraverso un messaggio pubblicato sul suo profilo ufficiale su X, dopo aver conversato con Tom Homan, il nominato “zar della frontiera”: “Con effetto immediato, stiamo installando telecamere indossabili su tutti gli agenti sul campo a Minneapolis. Man mano che saranno disponibili fondi, il programma verrà ampliato a livello nazionale”, ha scritto Noem.
Según la funzionaria, l'obiettivo è acquisire e installare rapidamente questi dispositivi in tutte le forze dell'ordine del DHS nel paese, qualificando l'amministrazione Trump come “la più trasparente della storia”.
Misura dopo scrutinio per sparatorie recenti
La decisione arriva nel bel mezzo di una crescente polemica in Minnesota, dove gli agenti federali sono stati sotto intenso scrutinio dopo diversi episodi violenti durante operazioni migratorie.
Il comunicato avviene dopo una ondata di indignazione nazionale per le morti di Renee Good e Alex Pretti, entrambi civili uccisi a Minneapolis da agenti federali nell'ambito della cosiddetta “Operation Metro Surge”.
Diverse autorità statali hanno messo in dubbio la mancanza di trasparenza federale nell'indagine e hanno richiesto accesso a prove e registrazioni.
L'espansione nazionale dipenderà dal finanziamento
Noem ha indicato che l'espansione del programma a livello nazionale dipenderà dalla disponibilità di fondi, anche se ha assicurato che il DHS accelererà l'acquisto di telecamere per gli agenti in tutto il paese.
L'implementazione di telecamere corporee per gli agenti migratori è stata una richiesta ricorrente da parte di gruppi civili e legislatori, specialmente dopo le denunce di uso eccessivo della forza e di operazioni con agenti sotto copertura.
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