Il attore cubano Luis Alberto García Novoa ha messo nuovamente in luce il collasso dei servizi basilari a Cuba denunciando pubblicamente una gigantesca fuoriuscita d'acqua potabile all'Avana.
In un video condiviso sul suo account di Facebook, l'artista ha mostrato come un getto costante allaga il marciapiede e la strada 9na, tra 146 e 130, molto vicino al Palazzo delle Convenzioni, fino a perdere il suo corso per 146 verso la 5ta Avenida.
García Novoa ha ironizzato chiamando il salidero "Río Palacio" e ha sottolineato che si tratta di acqua "limpida e cristallina, totalmente potabile", che scorre senza controllo "un giorno sì e l'altro no".
Nel suo messaggio, l'attore ha messo in discussione direttamente l'Empresa Aguas de La Habana e le autorità locali, sottolineando che mentre in quel punto l'acqua viene sprecata senza limiti, "c'è un enorme numero di cubane e cubani che sopravvivono senza avere accesso all'acqua potabile".
L'attore ha persino usato il sarcasmo per ritrarre la gravità del problema, suggerendo che ora mancano solo pesci e mangime per "contribuire come quartiere al Programma Alimentare", in riferimento a come l'acqua scorre come un fiume permanente.
Poi, con un tono più serio, implorò: "In ginocchio imploriamo che correggano tale distorsione".
Il video mostra come l'acqua copre il marciapiede, scorre per tutta la strada e scompare alla vista, mentre le abitazioni della zona convivono con lo spreco.
La denuncia ha generato un'avalanga di reazioni da parte di vicini e utenti che hanno confermato che l'episodio non è un fatto isolato, ma parte di un deterioramento generalizzato del sistema idraulico a La Habana e in tutto il paese.
Una vicina di El Vedado ha scritto: "È frustrante vedere come si spreca acqua potabile in un posto mentre tanti altri non ricevono nemmeno una goccia da mesi".
Da Cojímar, un'altra utente ha commentato: "Abbiamo già perso il conto dei giorni che sono passati senza acqua".
Una storica ha riassunto il sentimento collettivo dicendo che le risorse vengono spese in "discorsi, manifestazioni e slogan", mentre i problemi reali -discariche, uscite illecite, acque reflue- si accumulano senza soluzione.
Un'altra habanera è stata più diretta: "Così è tutta la città, piena di scarichi di acqua potabile e di acque nere. Molti anni di abbandono è ciò che esiste e ora tutto si è unito e ha ceduto. Che triste la mia Habana, che triste la mia Cuba".
La denuncia dell'attore non punta solo a un bugfix puntuale, ma a un difetto strutturale: una rete idraulica distrutta da decenni di negligenza, cattiva pianificazione e mancanza di investimenti reali.
Mentre il regime insiste su discorsi trionfalisti, la realtà è che servizi essenziali come l'acqua, l'elettricità o la raccolta dei rifiuti sono al limite del collasso in tutto il paese.
Il contrasto tra il lusso visibile nelle zone centrali e la siccità che colpisce interi quartieri per settimane o mesi riflette una gestione caotica e profondamente disuguale.
La crisi dell'acqua è oggi un altro sintomo del crollo di un modello economico incapace di sostenere la vita quotidiana della popolazione.
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