Luis Alberto García risponde con ironia a Lis Cuesta e Abel Prieto dopo il polemico messaggio del Natale a Cuba



L'attore satirizza i blackout e il discorso ufficiale sulla Natale, dopo le dichiarazioni di Lis Cuesta e Abel Prieto che hanno qualificato i simboli natalizi come "imperialisti".

Lis Cuesta, Luis Alberto e Abel PrietoFoto © Televisión Cubana / Facebook Luis Alberto García / La Jiribilla

Il riconosciuto attore cubano Luis Alberto García ha fatto ricorso alla sua consueta ironia per rispondere al discorso ufficiale contro le celebrazioni natalizie, dopo che Lis Cuesta, moglie di Miguel Díaz-Canel, e l'ex ministro della Cultura Abel Prieto hanno squalificato i simboli tradizionali di queste festività come “imperialistici” e “capitalisti”.

In un testo pubblicato sui suoi social media, García ha scritto: “Ringrazio questo Stato SUCCESSO per pensare a tutti noi che non abbiamo alberi di Natale (quella retrocessione imperialista, simbolo del colonialismo culturale, secondo quanto pubblicato da un prieto lì)”.

La referenza a “un prieto lì” è stata interpretata da numerosi utenti come un'allusione diretta ad Abel Prieto, che pochi giorni prima aveva attaccato Babbo Natale e le decorazioni natalizie, in un articolo intitolato Incontri e scontri con Babbo Natale.

García ha usato il sarcasmo per mettere in evidenza i continui blackout che subiscono i cubani, presentandoli come un'"iniziativa dello Stato" per sostituire gli alberi di Natale, facendo sì che le luci delle abitazioni "lampeggino" al ritmo delle interruzioni elettriche.

“Viene, se ne va, se ne va, viene, le riportano via… gli elettrodomestici che ancora sopravvivono alle fluttuazioni di tensione avvisano con i loro suonini,” ironizzò.

La pubblicazione è una risposta aperta al messaggio di Lis Cuesta, che ha detto nella rete sociale X che un Natale “dovrebbe essere solidarietà, ma non sempre è così”. Il suo messaggio, accompagnato dal testo di Prieto, è stato ampiamente criticato per il tono ideologico e la disconnessione dalla realtà quotidiana dei cubani.

García, alla fine del suo messaggio, ha sottolineato: “Per fortuna, l'attrezzatura che si guasta, viene sostituita in meno di 72 ore e della stessa marca e prezzo. Non è vero?”, in una critica evidente al falso trionfalismo ufficiale e all'assenza di soluzioni reali.

Il messaggio, condiviso e commentato migliaia di volte, ha trasformato García in una delle voci più incisive del panorama culturale cubano, capace di dire ciò che molti pensano ma non si azzardano a esprimere apertamente.

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Redazione di CiberCuba

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