Informi della CIA avvertono: Delcy Rodríguez potrebbe non interrompere le relazioni con Cina, Russia e Iran



Delcy RodríguezFoto © Captura de Video/Facebook/Delcy Rodríguez

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Analisi recenti della Central Intelligence Agency (CIA) , Delcy Rodríguez, sia disposta a soddisfare pienamente le richieste dell'amministrazione di Donald Trump, compresa la rottura dei rapporti con i principali alleati internazionali del deposto Nicolás Maduro.

Secondo quattro fonti citate da Reuters, i rapporti di intelligence non sono conclusivi riguardo se Rodríguez seguirà la direttiva statunitense di interrompere i legami con paesi come Iran, Cina e Russia, e persino con Cuba, storicamente il maggior sostegno politico e militare del regime chavista.

Il rapporto indica che Rodríguez, la cui cerimonia di giuramento è stata osservata da rappresentanti di quelle nazioni, non ha annunciato pubblicamente l'espulsione di diplomatici né di consulenti stranieri legati a quei governi, nonostante la pressione di Washington.

Secondo le fonti consultate, il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha viaggiato il 15 gennaio a Caracas per incontrare Rodríguez e discutere il futuro politico del paese, sebbene i report interni non chiariscano se quell'incontro abbia cambiato la percezione delle agenzie di intelligence.

Funcionari statunitensi consultati da Reuters hanno affermato che il presidente Trump mantiene la sua strategia di “massima pressione” su Venezuela e si aspetta una cooperazione totale dal governo ad interim.

"Il presidente continua ad esercitare la massima influenza sui leader venezuelani e si aspetta che quella cooperazione si mantenga", ha dichiarato sotto anonimato un alto funzionario dell'amministrazione.

Le fonti segnalano che la Casa Bianca cerca di convincere Rodríguez a rompere definitivamente con i regimi di Teheran, Mosca e Pechino, il che aprirebbe la possibilità di nuovi investimenti statunitensi nel settore energetico venezuelano.

Tuttavia, mantenere al potere figure vicine a Maduro continua a rappresentare, secondo gli analisti, un rischio per la credibilità e il controllo politico di Washington nella transizione.

Da quando ha assunto la presidenza ad interim dopo la cattura di Maduro, Rodríguez ha adottato misure conciliatorie, tra cui la liberazione di prigionieri politici e l'autorizzazione a vendere tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti.

Tuttavia, in un discorso recente, ha avvertito che ha avuto “abbastanza” delle interventi nordamericani, sebbene abbia assicurato di mantenere una comunicazione “rispettosa” con il governo di Trump.

Fuentes del Dipartimento di Stato hanno confermato a Reuters che gli Stati Uniti non prevedono, per ora, di sostituire Rodríguez, anche se stanno sviluppando contatti paralleli con i vertici militari venezuelani in vista di un possibile cambiamento di rotta. Nel dibattito interno della Casa Bianca, alcuni consiglieri hanno citato l'oppositrice María Corina Machado come un'opzione a lungo termine per la leadership del paese.

Le tensioni tra Caracas e Washington si intensificano mentre la presidente ad interim ha annunciato questo martedì il sblocco degli attivi venezuelani negli Stati Uniti, come risultato dei colloqui intrapresi con il presidente Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio.

Al contempo, il Dipartimento di Stato ha notificato al Congresso la sua intenzione di procedere verso la riapertura dell'ambasciata americana a Caracas, e Marco Rubio ha avvertito pubblicamente che Washington “è pronto a usare la forza” se il governo venezuelano non collabora con gli obiettivi degli Stati Uniti.

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