DeSantis sostiene il rafforzamento della politica migratoria del DHS dopo la sparatoria a Minneapolis



Ron DeSantis (Immagine di riferimento)Foto © X/ Ron DeSantis

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Il governatore repubblicano della Florida, Ron DeSantis, ha espresso lunedì il suo sostegno alle politiche migratorie del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), in mezzo all'aumento della tensione in Minnesota dopo la sparatoria mortale di un manifestante a Minneapolis da parte di un agente federale.

Durante una conferenza a Tallahassee, DeSantis ha elogiato gli accordi di cooperazione tra lo stato della Florida e le agenzie federali di sicurezza come “un modello che dovrebbe essere replicato in tutto il paese”, ha riportato AP.

Secondo il governatore, le forze statali e locali hanno arrestato nell'ultimo anno quasi 20.000 persone senza status migratorio legale, in coordinamento con il DHS e il Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE).

Tuttavia, DeSantis non ha fatto un riferimento diretto al caso di Alex Pretti, il cittadino di 37 anni morto sabato durante un'operazione di agenti federali a Minneapolis.

L'incidente, che fa parte di una serie di sparatorie recenti da parte di ufficiali del DHS, ha scatenato proteste in diverse città del paese e un dibattito politico sull'uso eccessivo della forza nelle operazioni di migranti.

Mentre diversi legislatori repubblicani moderati hanno messo in discussione la linea dura dell'amministrazione Trump nella sua attuale campagna di deportazioni,

DeSantis si è pienamente allineato con le azioni federali, affermando che “l'applicazione rigorosa delle leggi sull'immigrazione è essenziale per proteggere la sicurezza pubblica e lo stato di diritto”.

Il sostegno del governatore arriva in un momento in cui il DHS affronta un crescente scrutinio per il numero di incidenti con uso di forza letale —almeno dodici da settembre, secondo un recente rapporto di NBC News—, il che ha intensificato la pressione politica e sociale sulle operazioni federali sul suolo statunitense.

Fonti ufficiali del DHS hanno ribadito che le operazioni continueranno a essere svolte “sotto i più alti standard di sicurezza e proporzionalità”, anche se non sono state riportate sanzioni o revisioni disciplinari per le sparatorie avvenute negli ultimi mesi.

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