"Di quello di cui bisogna difendere il popolo di Cuba siete voi": esplodono le reti contro Díaz-Canel



Díaz-Canel nel giorno della Difesa a CubaFoto © Facebook / Miguel Díaz-Canel

Il governante cubano Miguel Díaz-Canel è tornato a essere oggetto di una valanga di scherni e critiche sui social media dopo aver pubblicato un messaggio con una citazione di Fidel Castro e un video della sua partecipazione agli esercizi del Giorno della Difesa Nazionale, celebrato il 24 gennaio.

Nel post, condiviso sui suoi profili ufficiali, Díaz-Canel ha scritto: “Il costo dell'aggressione per l'imperialismo deve sempre essere superiore ai possibili benefici che questo persegue con la sua aggressione”. Il messaggio, accompagnato dagli hashtag #100AnniConFidel e #CubaÈCoraggio, includeva immagini del mandatario in uniforme mentre salutava le truppe durante un'esercitazione militare, in presenza del ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, Álvaro López Miera, e di altri alti ufficiali del regime.

La pubblicazione ha scatenato migliaia di reazioni, con la maggior parte dei commenti carichi di ironia, rifiuto e sarcasmo nei confronti della parata militare. Sebbene alcuni profili ufficialisti abbiano risposto con messaggi di sostegno come “La difesa della Patria è un dovere sacro”, “Un popolo unito non sarà mai sconfitto” o “Fino alla vittoria sempre”, la risposta generale è stata di derisione e malcontento.

Uno dei commenti rifletteva il sentimento di molti utenti: “Di ciò di cui bisogna difendere il popolo di Cuba siete voi”. Altri hanno ironizzato sullo stato dell’esercito e sulla precarietà del paese: “Sprecando la poca benzina che gli resta”, “Un aereo e distrugge tutto” o “Sembra un esercito degli anni '70”, mentre alcuni hanno definito il video come “un film della Seconda Guerra Mondiale”.

Anche i parallelismi con il regime venezuelano e il recente arresto di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi sono stati numerosi. Commenti come “Così è cominciato Maduro e guardate come è finita”, “Quest'uomo lo portano via in meno tempo” o “A pochi giorni dal fare compagnia a Nicolás Maduro. Che nervi” hanno riflesso la connessione immediata che molti utenti hanno stabilito tra entrambe le scene.

Durante gli esercizi, tenuti nella Grande Unità di Carri Armati della Gloria Combativa “Rescate de Sanguily” e in un'unità di difesa aerea, Díaz-Canel ha esortato le truppe affermando che “il modo migliore per evitare un'aggressione è che l'imperialismo debba calcolare quale sarebbe il prezzo per aggredire il nostro paese”, secondo i rapporti ufficiali.

Molti commenti si sono concentrati sul tono propagandistico del video e sull'aspetto del gruppo militare che accompagnava il leader: “Quei nonni fanno ridere”, “Tremendo vecchiume”, “Sembrano di plastilina” o “Stanno disinfettando per le zanzare”. Altri sono stati più duri: “Circo e pagliacciate, luce, cibo, medicina: questo sarebbe il meglio che potrebbe avere un cubano” e “Il popolo a combattere e loro a guardare”.

Il contrasto tra la solemnità del messaggio e l'umorismo popolare è stato immediato. “Questo è un meme”, ha scritto un utente, mentre altri affermavano che “neanche i carri armati hanno voglia di combattere per quel paese” o che “Cuba sta regalando i migliori meme del mondo”. Il video, hanno concordato in molti, “dovrebbe essere un film per Netflix”.

Alcuni hanno fatto riferimento diretto al contesto internazionale e alla figura del presidente statunitense Donald Trump, con frasi come “Trump, ti stanno tentando” o “Prima di dicembre, Cuba libera”, mentre altri hanno ironizzato sul tono delle manovre: “Con quei carri armati distrutti non è che possano fare nulla” o “Un solo elicottero BELL AH-1Z VIPER pone fine a tutte quelle armi obsolete”.

Varios utenti hanno segnalato la disconnessione del regime dalla realtà nazionale, sottolineando: "Smettetela di giocare ai soldatini e date cibo al popolo", "Che pena, fanno ridere e dolore per la mia Cuba" e "Spendendo quel poco che hanno per giocare alla guerra". Altri si sono limitati a commentare con rassegnazione o sarcasmo: "Non so se ridere o piangere" e "Cuba non vuole i Castro, Cuba vuole essere degli Stati Uniti".

La cita di Fidel, concepita come un messaggio di forza, è stata reinterpretata come simbolo dell'usura ideologica del regime. In mezzo ai blackout, alla scarsità e al crescente isolamento internazionale, l'immagine di Díaz-Canel che esorta le truppe con armamenti obsoleti è diventata per molti cubani un ritratto dell'anacronismo che domina il potere nell'isola.

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Redazione di CiberCuba

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