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Il dittatore cubano Miguel Díaz-Canel ha una probabilità del 52% di lasciare il potere prima del 2027, secondo dati del mercato finanziario statunitense Kalshi, una piattaforma legale e regolamentata negli Stati Uniti dalla Commissione per il Commercio dei Futures sulle Merci (Commodity Futures Trading Commission, CFTC).
Kalshi consente di investire in eventi del mondo reale e riflette, attraverso i prezzi dei suoi contratti, le aspettative degli investitori su questioni politiche, economiche e sociali.
In questo caso, il contratto si intitola “World Leaders Out Before 2027?” (Leader mondiali fuori dal potere prima del 2027) e propone la possibilità che diversi leader di vari paesi abbandonino le loro cariche prima del 1 gennaio di quell'anno.
Per Cuba, l'indicatore si riferisce specificamente alle dimissioni di Díaz-Canel da segretario di primo livello del Partito Comunista, il ruolo che concentra il potere politico nell'isola.
Secondo le regole del mercato, il contratto si considererà adempiuto se il dirigente stesso o le autorità del partito annunciano ufficialmente le sue dimissioni o se queste si concretizzano prima della scadenza.
Kalshi chiarisce che verranno accettati solo annunci confermati da mezzi internazionali riconosciuti come Reuters, Associated Press, Bloomberg, The Washington Post o CNN, tra gli altri.
Nell'aggiornamento più recente, Díaz-Canel figura con una probabilità del 52 % di uscita, leggermente sopra il primo ministro britannico Keir Starmer (50 %) e l'ungherese Viktor Orbán (49 %).
In quel medesimo mercato, spiccano anche il presidente della Colombia Gustavo Petro (94 %), il mandatario del Perù José Jeri (92 %) e il leader supremo dell'Iran Alí Jamenei (58 %), che occupano le prime posizioni nella lista globale dei leader con maggior probabilità di lasciare il potere prima del 2027.
Il volume totale negoziato in questo mercato supera i 3,4 milioni di dollari, il che riflette l'interesse internazionale per i cambiamenti politici ad alto impatto.
Kalshi è un'azienda con sede a New York che opera sotto stretta supervisione federale ed è stata riconosciuta per aver aperto uno spazio finanziario legale per misurare le aspettative su eventi verificabili, dalla inflazione alle elezioni o alle transizioni politiche.
Il fatto che la piattaforma assegni a Díaz-Canel una probabilità superiore al 50% suggerisce che gli investitori internazionali percepiscono una crescente instabilità nella leadership cubana, in mezzo alla crisi economica, ai blackout, alla scarsità di cibo e all'aumento del malcontento sociale sull'isola.
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