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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente messo in discussione il riscaldamento globale reagendo all'arrivo di un'ondata di freddo estremo e di un grande sistema invernale che, secondo le previsioni, avrebbe colpito ampie zone del paese.
In un post su Truth Social, questo venerdì Trump ha scritto che ci si aspettava un'ondata di freddo "senza precedenti" in 40 stati e ha chiesto: "Potrebbero gli insorti ambientali spiegare cosa è successo con il riscaldamento globale?".
Le sue dichiarazioni hanno circolato mentre il Servizio Meteorologico Nazionale (NWS) e i media statunitensi avvisavano riguardo a un evento invernale di vasta portata con neve, ghiaccio e temperature pericolose in gran parte degli Stati Uniti, con potenziali impatti su viaggi, fornitura di energia elettrica e sicurezza pubblica.
Le previsioni descrivono un modello di aria artica e tempeste invernali in grado di portare condizioni severe dal centro del paese verso est, con una combinazione di neve intensa, pioggia gelata e sensazioni termiche pericolose in diverse regioni.
In parallelo, il Climate Prediction Center (NOAA) avvertiva nella sua prospettiva di rischi che le ondate di aria artica continuerebbero a influenzare il centro e l'est degli Stati Uniti verso la fine di gennaio, con il freddo più anomalo che si concentrerebbe poi in zone come l'Ohio Valley, il Mid-Atlantic e il Sudest.
A dispetto del post di Trump, un episodio di freddo estremo non smentisce il riscaldamento globale.
Il riscaldamento globale è misurato come una tendenza media del pianeta nel tempo, mentre il clima può variare drasticamente da un giorno all'altro o da una regione all'altra.
Organismi e divulgatori scientifici spiegano che è un errore comune usare "fa freddo" come "prova" contro il cambiamento climatico.
Può esserci freddo estremo su un pianeta che si riscalda?
Sì. E la discussione scientifica rilevante non è se "può" verificarsi, ma come cambia la probabilità e il comportamento di certi modelli atmosferici.
In particolare, alcuni studi esplorano se il riscaldamento accelerato dell'Artico (spesso chiamato amplificazione artica) possa influenzare la corrente a getto e in episodi in cui l'aria fredda si sposta verso le latitudini medie.
Tuttavia, le istituzioni scientifiche sottolineano anche che la relazione esatta tra cambiamento climatico e certi comportamenti del vortice polare e della jet stream non è completamente risolta e coesiste con la variabilità naturale del sistema.
Detto in modo semplice: potrebbero esserci ondate di freddo intense anche quando, nel bilancio globale, il pianeta continua a riscaldarsi.
Trump di fronte al riscaldamento globale
La postura di Donald Trump nei confronti del riscaldamento globale e del cambiamento climatico è stata costantemente scettica e conflittuale, sia nel discorso che nella politica pubblica.
Trump ha messo in dubbio ripetutamente l'esistenza del riscaldamento globale di origine umana.
Innumerose volte ha suggerito che il cambiamento climatico sia un inganno, un'esagerazione, o un fenomeno naturale che non giustifica grandi cambiamenti economici.
Per anni ha affermato che il concetto di cambiamento climatico fosse “inventato” o “utilizzato come arma” per danneggiare gli Stati Uniti, in particolare la loro industria.
Inoltre, la sua posizione retorica si è tradotta in decisioni concrete. Ha ritirato gli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi (2017), sostenendo che danneggiava l'economia e l'occupazione.
Reinvertì o indebolì le normative ambientali riguardanti le emissioni, i combustibili fossili e gli standard energetici, e promosse attivamente il carbone, il petrolio e il gas come pilastri della crescita economica statunitense.
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