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Varios soci di Petróleos de Venezuela (PDVSA) hanno richiesto al governo degli Stati Uniti licenze o autorizzazioni speciali per esportare petrolio venezuelano, in un movimento che indica una possibile flessibilità del regime di sanzioni imposto a Caracas dal 2019, secondo quanto rivelato da fonti del settore a Reuters.
Tra le compagnie che hanno presentato domande figurano la spagnola Repsol, l'italiana ENI e la francese Maurel & Prom, tutte con progetti attivi in Venezuela.
Secondo le fonti del suddetto media, i termini richiesti sono simili a quelli concessi negli anni precedenti, quando Washington ha permesso a queste aziende di ricevere ed esportare greggio venezuelano per le loro raffinerie e clienti, mentre fornivano combustibile al paese sudamericano attraverso meccanismi di recupero del debito.
Licenze sospese e nuovi contatti con Washington
Le compagnie petrolifere europee non sono state in grado di esportare petrolio venezuelano dal secondo trimestre dello scorso anno, quando l'amministrazione del presidente Donald Trump ha sospeso le licenze vigenti. Tuttavia, il tema è tornato in discussione dopo un incontro recente alla Casa Bianca, durante il quale Trump ha chiesto a diverse compagnie petrolifere di investire nella ricostruzione del settore energetico venezuelano.
Consultato sulle richieste, un portavoce del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sottolineato la settimana scorsa che l'ente non commenta autorizzazioni specifiche, anche se Washington ha ribadito di valutare un allentamento graduale delle sanzioni dopo ciò che descrive come la "cattura" politica del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Sempre più attori cercano di entrare nel settore petrolifero venezuelano
Le richieste europee avvengono dopo che Vitol e Trafigura hanno ricevuto la scorsa settimana due autorizzazioni iniziali, che hanno consentito vendite di petrolio per circa 500 milioni di dollari, secondo un funzionario governativo citato da Reuters. Almeno due petroliere sono recentemente partite dal Venezuela con carichi di greggio diretti verso terminali dei Caraibi.
Oltre alle compagnie petrolifere europee, aziende statunitensi, raffinatori stranieri e grandi case commerciali hanno avviato colloqui con Washington per ottenere licenze relative al petrolio venezuelano.
Tra queste figurano Chevron, che potrebbe ricevere questa settimana una licenza ampliata per aumentare la produzione e le esportazioni; Valero Energy, l'indiana Reliance, e i trader Mercuria e Glencore. Marathon Petroleum ha confermato anche di essere in trattative per un'autorizzazione.
Un accordo chiave e un piano su vasta scala
Questo mese, Caracas e Washington hanno raggiunto un accordo per la fornitura di 50 milioni di barili di petrolio, considerato il primo passo del piano ambizioso di Trump per ricostruire l'industria petrolifera venezuelana deteriorata, con investimenti stimati fino a 100.000 milioni di dollari.
Il crescente interesse delle compagnie internazionali suggerisce che, nonostante le tensioni politiche, il Venezuela torna a posizionarsi nel radar energetico globale, mentre gli Stati Uniti ridefiniscono la loro strategia di sanzioni e pressione economica sul regime di Caracas.
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