A partire da lunedì 2 febbraio, un maggior numero di cubani di origine spagnola potrà presentare i propri dossier di nazionalità presso il Consolato Generale di Spagna a L'Avana.
La misura permetterà un aumento del 10,62% nella quantità di appuntamenti disponibili ogni settimana per gestire la cittadinanza ai sensi della Legge 20/2022, nota come Legge sulla Memoria Democratica.

L'incremento si applicherà a partire dall'inizio di febbraio e mira a velocizzare l'attenzione in risposta all'alto volume di richieste di nazionalità, specialmente tra i discendenti di spagnoli nati a Cuba.
Secondo le informazioni ufficiali diffuse dal canale WhatsApp del Consolato e anche dal suo profilo su X, l'aggiustamento permetterà a circa 167 persone in più a settimana di presentare il proprio fascicolo.
Con questa ampliamento, si prevede di ridurre i tempi di attesa e facilitare l'accesso al processo, che sin dalla sua entrata in vigore ha suscitato grande interesse nella comunità cubana.
La Legge sulla Memoria Democratica, approvata nel 2022, offre la possibilità di ottenere la cittadinanza spagnola ai figli e ai nipoti di esiliati che hanno perso la loro cittadinanza per motivi politici o di repressione durante il franchismo e la Guerra Civile.
La sede consolare a L'Avana ha ribadito che gli appuntamenti devono essere richiesti esclusivamente attraverso i canali ufficiali e che non esistono intermediari autorizzati per gestire turni o pratiche a loro nome.
Il 22 ottobre 2025 è scaduto il termine per usufruire della Legge sulla Memoria Democratica, comunemente conosciuta come Legge dei Nipoti, che ha permesso a centinaia di migliaia di discendenti di spagnoli di richiedere la nazionalità.
Il comunicato del Consolato di Spagna a L'Avana in quel momento precisava che solo coloro che avevano ottenuto un attestato con firma elettronica — Codice Sicuro di Verifica (CSV) — avrebbero avuto garantito il diritto a un appuntamento di persona.
Invece, coloro che hanno ricevuto rifiuti delle credenziali o non avevano il CSV dovevano registrarsi nuovamente prima della scadenza, avvenuta lo scorso ottobre.
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