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Il Consiglio Generale della Cittadinanza Spagnola all'Estero (CGCEE) ha proposto al Governo e al Parlamento una riforma del Codice Civile che permetterebbe ai discendenti di emigranti spagnoli di optare per la nazionalità in qualsiasi momento e senza restrizioni legate al grado di parentela.
L'iniziativa mira a sostituire l'attuale quadro della Legge sulla Memoria Democratica, che è scaduta il 22 ottobre dopo due anni di vigenza e un'ulteriore proroga, e che ha permesso a figli e nipoti di spagnoli di richiedere il passaporto, ma solo all'interno di un periodo di tempo limitato.
Secondo il CGCEE, la chiusura del periodo per nuove richieste e i gravi ritardi amministrativi nei consolati hanno messo in evidenza la necessità di una norma più stabile che riconosca la cittadinanza come un diritto permanente per i discendenti di emigranti.
“Il sistema attuale ha generato una pressione eccessiva sulle ambasciate e una grande incertezza tra i richiedenti”, ha avvertito il Consiglio nella sua proposta formale, già inviata alle commissioni di Giustizia del Congresso e del Senato.
Una riforma strutturale del diritto alla nazionalità
Secondo La Nueva España, la proposta dell'organo consultivo prevede che l'accesso alla nazionalità venga integrato in modo definitivo nel Codice Civile, eliminando il concetto di “finestre temporali” che hanno caratterizzato le ultime leggi di riconoscimento dei discendenti.
Il testo suggerisce inoltre che il diritto di accesso si estenda a qualsiasi generazione di discendenti che possa dimostrare l'esistenza di un ascendente spagnolo, senza considerare la linea paterna o materna.
Questa modifica comporterebbe una correzione storica delle disuguaglianze derivanti da legislazioni precedenti, che conferivano la nazionalità con maggiore facilità ai discendenti di uomini spagnoli rispetto a quelli delle donne che avevano perso la propria cittadinanza sposando stranieri prima del 1978.
Il Consiglio ritiene che mantenere un limite generazionale — attualmente fino ai nipoti, in alcuni casi ai pronipoti — “provoca situazioni di discriminazione ingiustificate” e frammenta le famiglie di origine spagnola all'estero.
Ritardi e saturazione consolare
Dall'entrata in vigore della Legge sulla Memoria Democratica, oltre 1,5 milioni di persone hanno presentato domande di nazionalità tramite il percorso dei discendenti, la maggior parte in America Latina.
I consolati in Argentina, Cuba, Messico e Stati Uniti sono tra i più sovraffollati, con attese che in alcuni casi superano i due anni. A Buenos Aires, il volume delle pratiche è tale che, secondo stime ufficiali, la città potrebbe diventare la terza con il maggior numero di spagnoli al mondo, dopo Madrid e Barcellona.
In questo contesto, il CGCEE considera "insostenibile" mantenere un modello basato su termini fissi e quote, poiché "genera insicurezza giuridica, disuguaglianza di opportunità e un collasso burocratico che potrebbe protrarsi per decenni".
Sostegno politico e ostacoli
La proposta di riforma ha ricevuto una buona accoglienza in settori del PSOE e del Partido Popular, che hanno manifestato la loro disponibilità a studiare una legge “definitiva” sulla nazionalità. Tuttavia, le differenze ideologiche e la frammentazione parlamentare potrebbero ostacolare un ampio consenso.
Il Ministero della Giustizia ha riconosciuto l'esistenza di problemi nella gestione dell'attuale processo, sebbene non abbia ancora annunciato una posizione ufficiale sulla riforma. Il ministro della Politica Territoriale e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres, ha sottolineato che qualsiasi cambiamento strutturale “dovrà prevedere un ampio accordo politico”.
Altre misure complementari
Oltre alla soppressione dei termini e all'ampliamento generazionale, il CGCEE propone di modificare gli articoli del Codice Civile relativi alla perdita involontaria della nazionalità, che colpisce migliaia di giovani nati all'estero.
Attualmente, coloro che acquisiscono la doppia nazionalità devono effettuare un “atto di conservazione” prima dei 21 anni per mantenere la loro condizione di spagnoli, procedimento che molti ignorano e che provoca perdite automatiche indesiderate. Il Consiglio propone che la perdita possa avvenire solo mediante una rinuncia espressa.
Verso una legge permanente e più inclusiva
La proposta, che è già in fase di analisi parlamentare, aspira a consolidare una politica stabile di cittadinanza spagnola all'estero. L'obiettivo, secondo il documento inviato al Congresso, è “trasferire i progressi della Legge sulla Memoria Democratica a una norma definitiva, senza limitazioni temporali né discriminazioni per linea familiare”.
Si prospera, la Spagna potrebbe diventare uno dei pochi paesi europei con un sistema di nazionalità per discendenza aperto in modo indefinito, il che avrebbe un impatto immediato su comunità storicamente legate all'emigrazione spagnola in America Latina.
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