La prima segretaria del Partito Comunista di Cuba (PCC) ad Artemisa, Gladys Martínez Verdecia, ha riconosciuto le difficoltà nell'incrementare la militanza partitaria e si è chiesta se sia possibile raggiungere crescite sostenibili nel contesto attuale, durante un'assemblea straordinaria tenutasi a Güira de Melena.
Durante il suo intervento, riportato dal telecentro provinciale Artemisa TV, Martínez Verdecia ha espresso una preoccupazione piuttosto insolita nel discorso ufficiale del PCC.
"È possibile in uno scenario così avverso ottenere una crescita sostenuta nello stato della militanza?" si è chiesto ad alta voce davanti ai presenti.
Sebbene la dirigente si sia data una risposta da sola, facendo appello all'esistenza di persone "che non si lasciano intimorire dalle difficoltà" e che rimangono in quella che ha descritto come "la prima linea di combattimento", il suo ragionamento ha messo in evidenza gli ostacoli che il Partito deve affrontare per attrarre nuovi militanti in mezzo alla crisi economica e sociale che attraversa il paese.
Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un'assemblea straordinaria del comitato municipale del PCC a Güira de Melena, a cui hanno partecipato Frank Geda Hernández, membro del comitato provinciale del Partito, e Karel León Díaz, prima segretaria del municipio.
Durante la riunione è stata valutata l'implementazione degli accordi dell'11° Plenario del Comitato Centrale del PCC.
Secondo il rapporto ufficiale, il dibattito si è incentrato sulla necessità di rafforzare la militanza, preparare i quadri e consolidare l'attività politico-ideologica, priorità che la stessa dirigenza ha collegato alle difficoltà nel mantenere la crescita del partito.
L'incontro ha incluso incluso una valutazione delle performance dell'azienda agropecuaria del comune, con enfasi sulle missioni assegnate, l'aggiornamento dei documenti, i livelli produttivi e l'attivazione dei punti vendita delle cooperative, per concludere con una riaffermazione del discorso di resistenza politica di fronte alle pressioni esterne.
Le parole di Martínez Verdecia hanno suscitato reazioni critiche al di fuori della sfera ufficiale. Il giornalista indipendente Magdiel Jorge Castro ha affermato sui social media X che la preoccupazione espressa dalla dirigente conferma l'usura del PCC e delle organizzazioni affini.
Per il comunicatore, il ristagno conferma il rifiuto sociale verso le organizzazioni politiche che molti cubani percepiscono come “un onere e un peso per qualsiasi cubano”.
A questa crisi interna si aggiunge la decisione di rinviare il 9° Congresso del PCC, inizialmente previsto per aprile 2026, una misura annunciata a dicembre e giustificata da Raúl Castro nella necessità di concentrare le risorse sulla crisi nazionale.
Tuttavia, nella pratica, la decisione evidenzia il ritiro politico del Partito nel suo momento peggiore di usura sociale.
Le dichiarazioni arrivano inoltre in un contesto di calo costante della militanza, sia nel Partito che nell'Unione dei Giovani Comunisti, e di un crescente disinteresse da parte dei cittadini nel unirsi a strutture politiche che non offrono soluzioni concrete ai problemi quotidiani.
Sebbene il regime mantenga segrete le cifre reali dei militanti, rapporti precedenti hanno confermato difficoltà nel reclutare nuovi membri e un aumento delle richieste di uscita.
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