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Una giudice federale negli Stati Uniti ha bloccato temporaneamente la cancellazione massiva del parole di riunificazione familiare promossa dall'amministrazione di Donald Trump. La sentenza giudiziaria, firmata il 10 gennaio, offre un momento di respiro a coloro che erano sul punto di perdere il loro stato legale e rimanere esposti alla deportazione.
La giudice Indira Talwani, del Tribunale Federale di Distretto del Massachusetts, ha concesso una sospensione di 14 giorni alla politica del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) che poneva fine anticipatamente al Programma di Riunificazione Familiare (FRP).
La misura colpisce i migranti da Cuba, Haiti, Colombia, Ecuador, Guatemala, Honduras ed El Salvador che erano già stati ammessi negli Stati Uniti sotto questo meccanismo e disponevano di un'autorizzazione di lavoro mentre attendevano la residenza permanente.
Il punto centrale della decisione giudiziaria non è stato ideologico, ma processuale e umano, quando si è stabilito che il governo non ha notificato in modo individuale e adeguato le persone coinvolte.
Talwani è stato categorico nell'affermare che pubblicare un avviso generale nel Registro Federale non equivale a una “notificazione scritta” diretta al migrante, come richiedono le stesse normative del DHS.
Per molti beneficiari della libertà vigilata, quella mancanza di preavviso significava svegliarsi un giorno con la minaccia immediata di trovarsi in una situazione di irregularità, senza tempo reale per reagire.
In merito, la giudice ha avvertito che revocare il permesso di soggiorno senza un'adeguata notifica potrebbe causare un “danno irreparabile”, comportando l'obbligo per il migrante di lasciare il paese o il rischio di accumulare presenza illegale, il che potrebbe chiudere per sempre le porte alla residenza permanente e, in futuro, alla cittadinanza statunitense.
La politica sospesa era stata annunciata dal DHS a dicembre, con l'argomento che i programmi di riunificazione presentavano “lacune di sicurezza” che potevano essere sfruttate da attori fraudolenti.
Secondo quanto dichiarato dalla stessa agenzia, coloro che non avessero una richiesta di residenza pendente perderebbero il loro stato legale il 14 gennaio. Organizzazioni e avvocati specializzati in diritto migratorio hanno stimato che oltre 10.000 persone sarebbero colpite, tra cui migliaia di bambini.
La decisione di Talwani non annulla definitivamente la politica di Trump, ma costringe il governo a fermare la revoca automatica del parole mentre continuano i processi giudiziari.
Nei prossimi giorni, il DHS dovrà presentare il fascicolo amministrativo del caso e argomentare davanti alla corte, mentre i querelanti cercheranno di ottenere una sospensione più prolungata o un’ingiunzione permanente.
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