L'avvocato specializzato in immigrazione Willy Allen avverte che i sostenitori del parole umanitario potrebbero affrontare azioni legali per il rimborso da parte del governo statunitense se i loro beneficiari hanno ricevuto aiuti pubblici, anche se tali aiuti sono legali per i cittadini cubani e haitiani con parole di questo tipo. Sottolinea che il conflitto tra il contratto firmato dal sostenitore e la normativa federale che consente tali prestazioni si risolverà probabilmente in tribunale e, in un primo momento, probabilmente a sfavore del sostenitore
Cosa preoccupa Willy Allen
Allen afferma che la sua principale preoccupazione "ora" con i permessi umanitari è "la minaccia" che le autorità richiedano ai sostenitori il rimborso delle somme di aiuto economico ricevute dai loro patrocinati
Spiega che molti sponsor hanno firmato impegni economici in cui garantivano che la persona sponsorizzata non avrebbe utilizzato fondi federali né aiuti del governo, e quel documento è la base del possibile conflitto
Il conflitto legale: contratto vs. legge federale
Il programma di visti per cubani e haitiani consente ai beneficiari di accedere a determinate forme di assistenza, ma lo sponsor ha firmato un accordo in senso contrario, assumendo che il beneficiario non sarebbe una "pubblica spesa"
Per Allen, il punto centrale sarà cosa pesa di più davanti a un giudice: se il contratto individuale che vieta l'uso di aiuti o la legge federale che, sotto l'egida del parole, autorizza l'accesso a determinati benefici
Come potrebbero essere le richieste
L'avvocato ritiene che si tratterebbe di contenziosi civili di contratto, nei quali il governo cercherebbe di far dichiarare a un giudice responsabile il patrocinatore per il rimborso delle prestazioni percepite dal beneficiario
Avverte che i procedimenti civili possono durare anni, con appelli in mezzo, per cui, “mentre il bastone va e viene”, è probabile che il patrocinatore non debba pagare nulla immediatamente
Cosa può aspettarsi lo sponsor
Allen sospetta che, con l'attuale amministrazione, “la prima morsa” sarà contro il patrocinatore, cioè che l'interpretazione iniziale favorirà il governo a causa del peso del contratto firmato
Tuttavia, ricorda che, alla fine, la legge federale prevale su qualsiasi contratto privato, quindi l'esito finale potrebbe cambiare, a seconda delle decisioni delle corti superiori o di un futuro governo
La decisione individuale e la paura dell'IRS
Sul piano pratico, Allen commenta che, se la richiesta è per un importo "abbordabile", alcuni sponsor preferiranno pagare per "scottarsene", mentre altri opteranno per contenzioso fino alla fine
Con il suo stile colloquiale, conclude dicendo che lui, “per avarizia”, non pagherebbe nulla volontariamente e che l'unica istituzione a cui paga “religiosamente” è l'IRS, descrivendo l'agenzia delle entrate come “il diavolo” o, addirittura, che “il diavolo lavora per loro”.
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