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In Venezuela, giovedì è iniziato un processo di liberazione che potrebbe segnare il destino di centinaia di prigionieri politici, molti dei quali detenuti per motivi strettamente politici e in mezzo a denunce ripetute di violazioni dei diritti umani.
Secondo i dati del Foro Penal, nel paese ci sono almeno 806 prigionieri politici detenuti in diversi centri di detenzione.
L'annuncio è stato fatto in precedenza dal presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, il quale ha assicurato che "un numero significativo di persone venezuelane e straniere" sarebbe stato liberato. Anche se non ha fornito cifre né nomi specifici, le informazioni hanno cominciato a circolare dalla stampa e dai familiari stessi.
Tra i nomi che hanno iniziato a circolare con maggiore insistenza compaiono Juan Pablo Guanipa, Rocío San Miguel, Perkins Rocha, Biagio Pilieri ed Enrique Márquez, figure conosciute dell'opposizione venezuelana e dell'attivismo per i diritti umani.
La giornalista DelValle Canelón ha confermato che la moglie di Enrique Márquez ha ricevuto una telefonata per andarlo a cercare, mentre altri comunicatori come Víctor Amaya hanno riportato l'inclusione di ulteriori detenuti nella lista degli scarcerati.
La giornalista Elyangélica González ha confermato che Juan Pablo Guanipa, ex governatore dello stato Zulia e alleato diretto di María Corina Machado, è stato liberato alle 13:29, ora venezuelana. La notizia ha suscitato reazioni immediate sia dentro che fuori dal paese.
Guanipa era stato arrestato il 23 maggio 2025, dopo essere rimasto in clandestinità a seguito delle elezioni del 28 luglio.
La sua famiglia aveva avvertito pubblicamente riguardo al suo delicato stato di salute: è resistente all'insulina e soffre di ipertensione.
Ore prima della sua liberazione, i suoi cari hanno scritto sui social un messaggio carico di speranza: “Ti aspettiamo a casa vivo, libero e in pace”.
Un altro dei nomi più attesi è quello di Rocío San Miguel, avvocato, difensore dei diritti umani e presidente dell'ONG Control Ciudadano.
È stata arrestata il 9 febbraio 2024 mentre cercava di lasciare il paese dall'aeroporto di Maiquetía. Da allora, organizzazioni internazionali hanno denunciato il suo arresto arbitrario, la mancanza di informazioni sulla sua situazione legale e la negazione di assistenza medica dopo aver subito una frattura alla spalla.
Figura anche Perkins Rocha, avvocato e consulente legale vicino a María Corina Machado, arrestato nell'agosto del 2024 e detenuto nell'El Helicoide.
Sua moglie ha denunciato più volte la prolungata incomunicabilità e l'isolamento a cui è stato sottoposto, segnalando l'impatto fisico ed emotivo della sua detenzione.
Il caso di Biagio Pilieri riflette un altro modello frequente: è stato arrestato dopo aver partecipato a una protesta di opposizione e presentato davanti ai tribunali senza la presenza di avvocati fidati. La CIDH è arrivata a concedergli misure cautelari per il rischio alla sua salute, a causa di problemi cardiovascolari.
Nella lista appare anche Enrique Márquez, ex candidato presidenziale dell'opposizione, arrestato il 7 gennaio 2025. Il suo arresto è stato denunciato come un sequestro politico da partiti di opposizione e organizzazioni per i diritti umani. La Commissione Interamericana per i Diritti Umani ha qualificato la sua situazione come "grave e urgente".
Per ora, non sono state diffuse immagini né video che confermino visivamente ogni scarcerazione, ma l'atmosfera è di attesa contenuta.
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