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Una pubblicazione ufficiale della Direzione Provinciale della Salute di Santiago de Cuba riguardo a una donazione di carne all'Hogar de Ancianos América Labadí ha generato un’ondata di rifiuto e commenti di indignazione tra i cubani, dopo che sono state diffuse le foto che mostrano carne cruda a terra e anziani in un ambiente visibilmente deteriorato.
Nel post, le autorità hanno descritto la consegna come un “atto altruista e nobilitante” realizzato dalla mipyme Almirante, della provincia di Holguín, a beneficio dei residenti della struttura. Tuttavia, le immagini pubblicate dalla stessa istituzione statale mostrano pezzi di carne accatastati sul pavimento, senza refrigerazione, senza guanti, né condizioni igieniche minime.
Dopo la diffusione di quelle foto, il contrasto tra il discorso ufficiale e la realtà mostrata dalle immagini ha acceso i social. Nel profilo di CiberCuba Noticias, dove è stato condiviso il contenuto, i commenti riflettono indignazione, tristezza e ripulsione.
Molti utenti hanno etichettato la scena come “una totale mancanza di rispetto” e “un'umiliazione per il popolo cubano”. “Che vergogna presentare ciò come se fosse qualcosa di buono, sembra un macello”, ha scritto uno, mentre un altro ha lamentato: “Poveri vecchietti, guardate quelle pareti, guardate il pavimento… fa male vedere tutto ciò”.
Altri messaggi hanno coinciso nel denunciare la mancanza di igiene e il degrado del luogo. “Carne gettata a terra, senza freddo né igiene, questo è un crimine”, ha espresso una persona. Un altro commento diceva: “Nemmeno i cani mangiano così. È una totale mancanza di rispetto”. Ci sono state anche critiche dirette alle autorità per aver mostrato con orgoglio ciò che molti hanno considerato una scena degradante: “Pubblicano con orgoglio quello che dovrebbe farli vergognare. Mostrano la miseria come se fosse un successo”, ha scritto un utente, mentre un altro ha sentenziato: “Questa non è aiuto, è umiliazione. Gli anziani meritano dignità, non elemosine di questo tipo”.
Il tono generale era di ripudio nei confronti della pubblicazione ufficiale. “Dovrebbe farvi vergogna pubblicare quelle foto, si nota l'abbandono e la sporcizia”, ha osservato qualcuno, e un altro ha aggiunto: “Guardate l'ambiente, le pareti, il pavimento... e ancora dicono che è un atto altruistico”. Ci sono stati anche commenti che riflettevano la disperazione per la situazione del paese: “Non hanno né cuore né vergogna. Pubblicare questo è non vedere la realtà in cui hanno ridotto il popolo” e “In Cuba ormai non c’è niente di sorprendente, ma questo fa male. Sono i nostri nonni, trattati come animali”.
Alcuni hanno espresso diffidenza sul reale destino della carne donata: “E quella carne chi l'ha controllata? Sicuro che non arriva nemmeno agli anziani, se la spartiscono prima”, mentre altri hanno sottolineato la mancanza di umanità in tutto il processo: “Il problema non è la donazione, è la mancanza di igiene e di rispetto. Tutto è marcio”. Un lettore ha riassunto il sentimento generale con una frase che è stata ripetuta più volte: “Il colmo del cinismo: mostrare la povertà come se fosse solidarietà”.
Solo alcuni commenti hanno cercato di difendere l'iniziativa, sottolineando che “almeno qualcuno ha voluto aiutare”, ma sono stati ampiamente superati dai messaggi di ripudio. La sensazione prevalente è stata di impotenza, rabbia e vergogna di fronte alla realtà che le stesse autorità hanno deciso di mostrare come un successo.
Le immagini non mostrano solo un problema di igiene, ma riflettono anche l'abbandono istituzionale che migliaia di anziani subiscono a Cuba. Case come queste sopravvivono con poche risorse, senza manutenzione né una supervisione reale, mentre le autorità cercano di presentare come successi ciò che in realtà evidenzia la miseria del sistema.
L'episodio si svolge nel mezzo di una crescente crisi alimentare e sanitaria che si estende in tutto il paese. A Santiago de Cuba, i residenti hanno recentemente denunciato la vendita di picadillo in cattivo stato destinato ai bambini dopo il passaggio dell'uragano Melissa, con testimonianze che segnalano prodotti “marci” e “non idonei al consumo umano”.
Anche a L'Avana, la popolazione ha criticato la distribuzione di piselli con insetti e cattivo odore, così come i ritardi di mesi nella consegna di alimenti di base come riso o olio, il che ha scatenato un malcontento generalizzato in tutto il paese.
Inoltre, in altre occasioni è stata denunciata la vendita di ossa di manzo senza carne né refrigerazione in mezzo alla strada, un'immagine che riflette la precarietà e la disperazione quotidiana.
Le fotografie della casa di riposo América Labadí, lontano dall'evocare l'idea di un “gesto solidale”, espongono la realtà di un sistema collassato, dove gli anziani sopravvivono in condizioni precarie, e dove gli atti di “donazione” vengono presentati come successi, anche quando rivelano mancanza di igiene, povertà e abbandono istituzionale.
In mezzo a tante carenze, questo episodio ricorda che la vera solidarietà non si misura in chili di carne né in discorsi ufficiali, ma nel rispetto della dignità umana. Gli anziani di Cuba meritano qualcosa di più che donazioni improvvisate: meritano cura, rispetto e un paese in cui invecchiare non sia sinonimo di abbandono.
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