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Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha convocato una riunione urgente alla Casa Bianca per definire i prossimi passi del suo governo verso il Venezuela, in mezzo all'intensificazione delle misure di pressione contro il regime di Nicolás Maduro.
Secondo quanto riportato da CNN, l'incontro si è svolto questo lunedì alle 17:00 nello Studio Ovale e ha visto la partecipazione di alti funzionari dell'amministrazione, tra cui il segretario alla Difesa, Pete Hegseth; il capo di stato maggiore congiunto, generale Dan Caine; il segretario di Stato, Marco Rubio; la capo di gabinetto, Susie Wiles; e il vice capo di gabinetto, Stephen Miller.
La riunione si tiene mentre Washington aumenta la presenza militare nei Caraibi e rafforza le operazioni contro il narcotraffico legate a gruppi associati al regime venezuelano.
Durante il fine settimana, Trump ha inoltre emesso una direttiva sulle reti di aviazione e navigazione, avvertendo le compagnie aeree e i piloti di evitare lo spazio aereo del Venezuela, ha ricordato CNN.
Il presidente ha anche confermato una recente conversazione telefonica con Nicolás Maduro, anche se non ha rivelato gli argomenti trattati.
I legislatori statunitensi di entrambi i partiti hanno espresso preoccupazione per la legalità degli attacchi contro le imbarcazioni sospettate di trasportare droga, che hanno causato decine di morti nella regione.
Nonostante le critiche, l'amministrazione Trump mantiene la sua strategia di "massima pressione" sul regime venezuelano, combinando azioni diplomatiche, finanziarie e militari con l'obiettivo di ristabilire la democrazia in quel paese.
Gli Stati Uniti hanno notevolmente intensificato il loro dispiegamento militare nei Caraibi, nell'ambito dell'operazione “Lanza del Sur”, una strategia che combina azioni di combattimento contro il narcotraffico con una crescente pressione sul regime di Nicolás Maduro.
Questa operazione include manovre con fuoco reale dal USS Iwo Jima, attacchi contro imbarcazioni sospette e l'uso di aerei AV-8B Harrier II e caccia stealth F-35B.
In parallelo, il portaerei USS Gerald R. Ford, considerato il più letale della Marina statunitense, è stato dispiegato nella zona insieme a un gruppo d'attacco navale che include cacciatorpediniere, un sottomarino nucleare e oltre 4.000 effettivi.
Queste azioni mirano a disarticolare reti criminali transnazionali e a rafforzare il controllo strategico dell'emisfero.
L'atmosfera si è ulteriormente inasprita dopo una conversazione telefonica tra Trump e Maduro di cui non sono stati forniti dettagli pubblicamente, ma che si è svolta proprio prima degli esercizi militari in Trinidad e Tobago e del sorvolo dei bombardieri B-52 nei Caraibi.
Queste manovre sono state interpretate come un avvertimento diretto a Caracas.
In risposta, il regime venezuelano ha denunciato la presenza militare statunitense nelle acque dei Caraibi come una minaccia diretta alla sua sovranità.
Il Ministero della Difesa venezuelano ha accusato Washington di preparare il terreno per un'aggressione regionale mascherata.
A ciò si sono aggiunte le dichiarazioni di Maduro, che ha accusato Trump di voler appropriarsi delle riserve petrolifere venezuelane sotto pretesti di sicurezza emiferica.
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