Nello stesso forum in cui il Governo ha promesso un ambiente “più moderno, agile e trasparente” per gli investimenti esteri, il regime cubano ha riconosciuto questo martedì di non essere in grado di garantire la fornitura di carburante nemmeno alle imprese estere.
L'ammissione è giunta dalle parole del vice primo ministro e ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri, Óscar Pérez-Oliva Fraga, durante l'apertura dell'VIII Forum sugli Investimenti a L'Avana.

Il funzionario ha annunciato che le imprese con capitale estero potranno acquistare direttamente combustibile in valute estere senza alcun tipo di restrizione e, nel caso in cui Cuba non abbia disponibilità, sarà loro permesso importarlo autonomamente, rivela un rapporto del Canal Caribe.
Pérez-Oliva ha spiegato che lo Stato sta lavorando affinché “non sia così”, ma ha ammesso apertamente che esiste la possibilità di non riuscire a garantire carburante nonostante le consuete priorità verso l'investimento straniero.
In un paese segnato da blackout di oltre 10 ore, code interminabili nei distributori e un sistema elettrico che vive al limite del collasso, il messaggio conferma che la crisi energetica è così profonda che neppure gli investitori sono al sicuro.
Dolarizzazione parziale e doppia valuta per accontentare gli investitori
Il funzionario ha rivelato inoltre che si sta creando uno “schema differenziato” affinché gli investimenti esteri possano operare in modo più flessibile in pesos e in valute estere, come parte del processo di “dolarizzazione parziale” che sta avanzando nell'economia cubana.
Mentre la vita quotidiana dei cubani si sgretola tra prezzi inaccessibili e salari che non coprono nemmeno il cibo di una settimana, il Governo punta ad attrarre capitali liberalizzando tutto ciò che prima considerava intoccabile.
Secondo il ministro, alcune imprese miste hanno oggi “risultati storici”, un messaggio che contrasta con la realtà del cubano comune, che affronta mercati vuoti, inflazione e blackout.
Un altro degli annunci del forum è che gli investitori potranno decidere direttamente chi compone il proprio personale, sia attraverso assunzioni dirette che tramite l'ente datore di lavoro statale. Una richiesta storica delle aziende straniere, che per anni hanno denunciato ostacoli nella selezione del personale.
Si autorizza anche il pagamento di gratifiche in valuta estera a partire dagli utili, sempre tramite banche e solo se provengono da redditi esterni.
Gli annunci avvengono appena pochi giorni dopo che lo stesso Governo ha imposto un corralito finanziario che ha bloccato il prelievo e la rimessa di valute per le imprese straniere e anche per le ambasciate, una misura che ha aumentato la sfiducia nel clima degli affari dell'isola.
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