Sempre più cubani stanno andando in hotel mentre il turismo internazionale crolla



Il turismo nazionale a Cuba cresce del 4,7% nonostante la crisi economica ed energetica. I ricavi aumentano dell'8,8%, spinti dalla spesa in gastronomia, mentre il turismo internazionale diminuisce del 20,5%.

Hotel Playa CaletaFoto © Facebook / Hotel Playa Caleta

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Il turismo nazionale a Cuba è cresciuto leggermente tra gennaio e settembre del 2025, nonostante la profonda contrazione del turismo internazionale e il fatto che il paese stia attraversando una complessa situazione economica ed energetica caratterizzata da prolungate interruzioni di corrente in diverse province.

Así lo riflette il rapporto “Turismo. Indicatori selezionati. Gennaio-settembre 2025” dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI), che mostra un aumento dei turisti cubani che si alloggiano in strutture turistiche e dei redditi in pesos cubani generati da questo mercato.

Secondo l'ONEI, i turisti fisici nazionali sono saliti a 1.579.431 nei primi nove mesi del 2025, un 4,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2024, quando sono stati registrati 1.508.741.

Le pernottazioni sono cresciute anch'esse, passando da 4.809.086 a 5.018.753 turisti-giorni, con un incremento del 4,4%.

In parallelo, le camere-giorni occupate sono aumentate del 6 %, mentre la capacità disponibile (camere-giorni esistenti) è diminuita leggermente, dello 0,7 %, contribuendo ad elevare il tasso di occupazione dal 7,8 % all'8,3 %.

Captura de pantalla / ONEI

Il rapporto segnala inoltre che i ricavi delle entità turistiche dal mercato nazionale sono passati da 47.110,2 milioni di pesos a 51.268,3 milioni, un crescita dell'8,8 % in termini correnti.

Il reddito medio per turista al giorno è salito da 9.796,1 a 10.215,3 pesos, con un aumento del 4,3 %, il che indica che ogni visitatore nazionale ha speso più soldi nelle strutture rispetto all'anno precedente, sia a causa di prezzi più elevati, sia per un maggiore consumo o una combinazione di entrambi i fattori.

La ONEI dettaglia che quasi la metà dei redditi del turismo nazionale proviene dalla gastronomia, che concentra il 49,2 % del totale.

L'alloggio rappresenta il 17,3 %, il trasporto l'11,7 %, il commercio al dettaglio il 7,5 %, mentre la ricreazione contribuisce appena con il 2 % e il resto si raggruppa in “altri ricavi” (12,3 %).

Questo reparto evidenzia che la spesa dei cubani nel turismo si concentra soprattutto in cibo e bevande all'interno delle strutture, sopra la stessa tariffa di soggiorno.

Debacle del turismo internazionale a Cuba

Noostante, i dati ufficiali confermano anche la crisi strutturale del settore turistico: lo stesso rapporto mostra che il turismo internazionale continua a calare.

Tra gennaio e settembre 2025, Cuba ha ricevuto 1.366.720 visitatori internazionali, rispetto a 1.719.009 nello stesso periodo del 2024, il che comporta una diminuzione del 20,5%.

Le pernoctazioni di stranieri sono scese da 10.227.261 a 8.294.545, con una riduzione del 18,9 %, e il tasso di occupazione alberghiera legato a questo mercato è crollato dal 24,3 % al 18,9 %.

I ricavi delle entità turistiche legati al turismo internazionale sono scesi da 94.320,6 a 82.885,6 milioni di pesos, una diminuzione del 12,1 %.

Per quanto riguarda i paesi emittenti, il Canada si conferma come il principale mercato, con 559.715 visitatori nei primi nove mesi dell'anno, sebbene al di sotto dei 695.557 del 2024.

Anche la comunità cubana all'estero sta vivendo un regresso, passando da 224.266 a 177.823 viaggiatori, e si registra una forte diminuzione degli arrivi dalla Federazione Russa (da 141.612 a 88.879) e da diversi paesi europei come Germania, Spagna e Italia.

In contrasto, alcuni mercati sudamericani come Argentina, Colombia, Brasile e Perú mostrano lievi crescite, sebbene insufficienti a compensare il calo generale.

Il rapporto classifica inoltre i visitatori in base alla regione geografica: l’America continua a essere la principale area di emissione con 1.004.171 viaggiatori, ma al di sotto dei 1.210.435 dell'anno precedente.

Il ripristino del turismo nazionale si verifica mentre ampi settori della popolazione denunciano blackout prolungati e guasti nei servizi essenziali, aggravati dopo il passaggio dell'uragano Melissa per l'oriente dell'isola.

Nella provincia di Guantánamo, ad esempio, alcuni residenti del quartiere Ho Chi Minh hanno protestato di recente per aver passato giorni "senza luce" e con gravi difficoltà nell'accesso a cibo e acqua potabile, secondo quanto riportato da testimoni a media indipendenti.

In questo contesto, i numeri dell'ONEI tracciano un panorama contraddittorio: da un lato, più cubani utilizzano i servizi turistici formali e gli introiti in peso del mercato interno crescono; dall'altro, il turismo internazionale è in ritiro, l'occupazione alberghiera scende in modo significativo e il paese affronta una crisi economica ed energetica che si riflette in proteste popolari e nel deterioramento del potere d'acquisto della maggior parte della popolazione.

Mentre le autorità sottolineano la ripresa del turismo nazionale, i dati rivelano che il settore è ancora lontano dal superare la crisi e che la sua sostenibilità dipende, sempre di più, da un mercato interno colpito dai blackout e dall'inflazione.

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Redazione di CiberCuba

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