I rifiuti dell'ospedale materno indignano i vicini a L'Avana

I vicini dell'Avana denunciano l'insalubrità di fronte a un ospedale materno, dove rifiuti medici, sangue e cattivi odori influenzano la zona. Questo problema riflette un deterioramento sanitario generale a Cuba.

Fronte principale dell'Ospedale Docente Ginecobstetrico "Ramón González Coro".Foto © Facebook / Hospital Docente Ginecobstétrico "Ramón González Coro"

Un lago di sangue che scorreva all'ingresso di una casa all'Avana. Questa è la scena che ha svegliato una vicina habanera questo fine settimana e che, orripilata, ha deciso di registrare e denunciare sui social media.

Il video, inizialmente condiviso dall'utente Yusimí Manso e riproposto da diversi profili, mostra resti organici, sangue fresco e bidoni della spazzatura aperti a pochi metri da un ospedale materno, in un'immagine che mette nuovamente in evidenza il deterioramento sanitario che vive Cuba.

“Mira che classe di pozzetto di sangue… scorre il sangue e continua, e continua”, narra la donna mentre inquadra il residuo biologico che si trascina per terra fino a raggiungere la porta della sua abitazione.

"La spazzatura che si accumula qui è orribile… lasciano tutta la sporcizia qui abbandonata," aggiunge tra indignazione e disgusto, mostrando i contenitori pieni di rifiuti ospedalieri e senza coperchio.

La vicina assicura che i rifiuti siano stati gettati lì da lavoratori del vicino ospedale materno e che sia abituale trovare i contenitori aperti, stracolmi e senza controllo.

“Non importa né al direttore né a nessun lavoratore”, si lamenta mentre insiste che tutta la zona subisce le conseguenze della puzza e dell'insalubrità.

Una denuncia che si ripete negli ospedali di tutto il paese

Sebbene la scena sia allarmante, non è un fatto isolato. Le denunce per accumulo di rifiuti, sangue, resti medici e condizioni antiigieniche nei centri assistenziali cubani sono diventate sempre più frequenti.

In agosto 2025, i residenti di Güines hanno denunciato che presso l'Ospedale Materno Infantile Manuel Piti Fajardo la spazzatura è rimasta quasi un mese senza essere raccolta. Contenitori straripanti, marciume, mosche e odori nauseabondi circondavano un centro dove vengono ricoverate donne incinte e neonati.

Una vicina del comune ha riassunto allora il sentimento generale: “Non c'è nulla… nemmeno un lenzuolo. I bagni sono una schifezza. Che salute pubblica può garantire un sistema che nemmeno raccoglie i rifiuti dei suoi ospedali?”.

Lo stesso è accaduto presso l'ospedale Hermanos Ameijeiras, dove una discarica improvvisata di rifiuti domestici, detriti e resti in decomposizione si estende a pochi passi da una delle istituzioni mediche più importanti del paese.

Un creatore di contenuti lo ha descritto, con amara ironia, come un "incubatore di patogeni", un pericolo per pazienti e passanti.

Queste denunce avvengono in un contesto in cui lo stesso ministro della Salute Pubblica, José Ángel Portal Miranda, ha riconosciuto una crisi strutturale senza precedenti: solo il 30% di copertura del quadro fondamentale dei farmaci e un degrado generalizzato delle infrastrutture ospedaliere.

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