Cubani reagiscono alla convocazione per il 506° anniversario dell'Avana: "Non c'è nulla da festeggiare; è triste, sporca e malata."

Una convocazione di Cubadebate che invita gli utenti a inviare foto per il 506º anniversario dell'Avana ha scatenato un’ondata di critiche sui social media, dove numerosi cubani hanno denunciato il deterioramento e l'abbandono della capitale, con messaggi carichi di ironia e disincanto.

Basura a La Habana (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

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La convocazione diffusa da Cubadebate su Facebook per celebrare i 506 anni dell'Avana ha scatenato un'ondata di commenti critici e sarcastici da parte di cubani che hanno denunciato il degrado, i rifiuti e i crolli che caratterizzano la vita quotidiana nella capitale.

Il mezzo ufficiale ha invitato gli utenti a inviare fotografie della città all'indirizzo email del portale, accompagnate da una breve descrizione, per commemorare l'anniversario della fondazione de La Habana il 16 novembre. “Sono 506 anni di strade che narrano il passare del tempo, di piazze che custodiscono la memoria e di un popolo che, con la sua energia, mantiene viva la città”, recitava la pubblicazione.

Facebook / Cubadebate

Tuttavia, la risposta è stata prevalentemente di indignazione. Decine di utenti hanno reagito con ironia e critiche: “In effetti, sembra di 506 anni”, ha scritto uno; “Consentite di condividere le vere foto dell’Avana”, ha aggiunto un altro; mentre un commento che è diventato virale riassumeva il sentimento generale: “506 anni di piazze dove si ergono cumuli di spazzatura, luoghi in penombra e notti al buio, e non per mancanza di energia elettrica, ma per mancanza di sogni e speranze”.

Altri utenti sono stati più incisivi: “L'Avana è un barracone che non può nemmeno più essere paragonato ai campi di concentramento”; “Attualmente Gaza appare meglio”; “Quella foto è precedente al 1959, mettete quella attuale”; o “La città più sporca in 506 anni”. Molti hanno convenuto che “non c'è nulla da celebrare” perché “L'Avana è triste, sporca, buia e malata”.

Tra i messaggi più lunghi, diversi hanno messo in discussione l'iniziativa del mezzo statale, considerandola una beffa rispetto alla reale situazione della capitale. “La cosa più incredibile è vedere il mezzo ufficiale del socialismo chiedere foto tramite una email di Gmail, la piattaforma dell'impero che suppostamente combattono”, ha commentato qualcuno. Altri hanno descritto in dettaglio il panorama urbano: strade distrutte, discariche, edifici puntellati, oscurità e abbandono. “La città che era simbolo dei Caraibi è finita per diventare un museo del deterioramento”, ha scritto un altro utente.

Il malcontento espresso sui social coincide con la recente polemica generata dal quotidiano ufficiale Granma, che ha affermato che ‘L'Avana sta avanzando verso un modello di città intelligente e sostenibile’, provocando anche un'onda di critiche, sarcasmi e derisioni da parte dei cubani che hanno confrontato quel discorso con la realtà di blackout, spazzatura accumulata e trasporti in crisi.

Figuras pubbliche si sono quindi unite all'indignazione. Il comico Ulises Toirac ha ironizzato dicendo che “la città invierà un avviso: ‘È ridicolo il posizionamento della torre di ETECSA perché metà della copertura la ricevono i pesci’”, mentre la scrittrice Wendy Guerra ha definito il messaggio del giornale ufficiale una “menzogna” e una “finestra di fumo”, e ha chiesto ai giornalisti cubani di “non mentire sulla terribile crisi che vive L'Avana”.

Entrambe le pubblicazioni —quella sul “modello intelligente” e la recente call fotografica— riflettono la disconnessione tra la propaganda statale e l'esperienza quotidiana dei cubani, segnata dalla scarsità, dai blackout, dalla mancanza di trasporti e dall'abbandono urbano.

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Redazione di CiberCuba

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