Spazzatura di fronte al cimitero: l'abbandono a Guantánamo non rispetta nemmeno i morti del cimitero San Rafael

Il cimitero San Rafael a Guantánamo affronta abbandono e mancanza di manutenzione, circondato da rifiuti dopo l'uragano Melissa. L'inefficienza governativa aggrava la crisi sanitaria.

Il cassonetto di fronte al cimitero San Rafael a Guantánamo è un monumento alla negligenzaFoto © Venceremos/Leonel Escalona

Mientras le autorità a Guantánamo si vantano di aver raccolto migliaia di metri cubi di macerie dopo il passaggio dell'uragano Melissa, una discarica monumentale di fronte al cimitero San Rafael riemerge come testimone vivente della disattenzione collettiva, in mezzo inoltre a una grave crisi sanitaria.

Il deposito di rifiuti, che si estende "da un angolo all'altro" di fronte al cimitero, e ha letteralmente sepolto la struttura ampirol destinata alla raccolta ordinata dei rifiuti, ha riportato il giornale ufficiale Venceremos.

La cosa più patetica della situazione è che poco tempo fa era stata ripulita la zona al costo di circa 15 viaggi di camion, diventati un impegno inutile a causa della mancanza di cultura civica e dell'assenza di un sistema governativo efficiente per la raccolta quotidiana dei rifiuti.

Giovanis Fernández, direttore provinciale delle Costruzioni e degli investimenti dell'Azienda dei Servizi Comunali, ha promesso che la città sarà “completamente pulita” questo fine settimana.

Un'affermazione che suona più come un desiderio che come una realtà concreta, quando nei consigli popolari di Sur-Isleta e Sur-hospital ci sono ancora arterie principali da pulire e 800 metri cubici di macerie abbandonate in piena zona industriale, ha indicato il mezzo di comunicazione.

La “crociata per la pulizia” ha coinvolto 900 uomini, 50 camion ribaltabili, sette pale gommate, tre escavatori e fino a cinque sollevatori del gruppo imprenditoriale Azcuba.

Un dispiegamento di risorse che fa riflettere: come è possibile che con una simile macchina la città continui a lottare contro i microdiscariche che rinascano come funghi dopo la pioggia?

Colpevolizzare il popolo: la strategia di sempre

Il funzionario non ha perso l'occasione di indicare con il dito accusatore “persone o vicini incoscienti” che tornano a creare punti di rifiuti dopo la pulizia.

Tuttavia, ha convenientemente dimenticato di menzionare che, se non esiste un sistema di raccolta dei rifiuti efficiente, se i camion non passano regolarmente, se non ci sono contenitori sufficienti, cosa si suppone che debbano fare le persone con i loro rifiuti?

Ha anche definito “critici incapaci di riflettere” coloro che sui social media mettono in discussione il recupero.

Una disqualifica facile che evita il vero dibattito: perché un paese che si vanta di essere una potenza in materia di salute e organizzazione non riesce a mantenere pulita una città dopo un uragano?

La "infrastruttura provvisoria" e altre promesse

La nuova strategia parla di “quattro caricabatterie, sette camion, quattro trattori” forniti da vari organismi come soluzione temporanea “fino a quando si consolida il recupero dei servizi comunali”.

Cioè, sempre le stesse cose: soluzioni temporanee, improvvisazione e la eterna attesa di "gestire il supporto del paese".

Nel frattempo, la discarica di fronte al cimitero San Rafael a Guantánamo continua a essere quel monumento alla trascuratezza che nessuno vuole vedere ma che tutti devono sopportare. Un promemoria del fatto che a Cuba neanche i morti riposano in pace quando sono circondati da così tanta sporcizia e abbandono.

La domanda a cui nessuno risponde è semplice: se dopo un uragano non riescono a mantenere pulita la città nemmeno per 15 giorni, cosa succederà quando non ci sarà più la "mobilitazione eccezionale" e tutto tornerà alla "normalità"?

Il problema della discarica di fronte al cimitero guantanamero non è nuovo. A agosto, un residente della città orientale mostrava attraverso il suo profilo di Facebook il deplorevole stato in cui versava il luogo, pieno di rifiuti.

Il camposanto più antico della città orientale soffre di abbandono, vandalismo e mancanza di manutenzione, oltre a ospitare mausolei di eroi dell'Esercito Liberatore in stato di degrado, senza essere dichiarato Monumento Locale e senza avere percorsi patrimoniali.

In febbraio 2025, ha guadagnato rilevanza la denuncia sulle condizioni del cimitero di Guantánamo, dopo la diffusione di un video che mostra tombe aperte, vegetazione incolta e un forte cattivo odore.

En settembre 2023, un ampio reportage dello stesso Venceremos rivelava che dalle tombe aperte nel cimitero di San Rafael emanavano gas nauseabondi che influenzavano la vita quotidiana dei vicini, i quali denunciavano una situazione insalubre protrattasi nel tempo e giustificata da un'ordinanza istituzionale di non sigillare le nicchie fino a completare la loro capacità di cadaveri.

Un profondo abbandono corrode i cementerios a Cuba. Quello di Camagüey si trova in uno stato critico di abbandono e deterioramento. Le denunce dei cittadini hanno messo in luce problemi gravi come profanazioni, furti di marmo e bronzo, tombe aperte e resti umani esposti, sintomi di un collasso istituzionale nella gestione del cimitero.

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