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Il furto di una lapide nel cimitero di Camagüey è stato denunciato pubblicamente martedì da una donna sui social network, dopo aver scoperto che la lastra della tomba di suo padre era stata sottratta.
La denuncia è stata presentata da Marlynln PS nel gruppo di Facebook Revolico Camagüey, dove ha raccontato che sua figlia e sua madre si sono recate al cimitero per visitare la tomba del defunto, in coincidenza con il suo compleanno, e hanno scoperto che la lapide non c'era più.
Secondo quanto spiegato, un mese fa la sepoltura era rimasta intatta, quindi il furto è avvenuto in quel lasso di tempo.
“Che diavolo fanno i custodi in quel posto? Potrei anche pensare che siano loro stessi a rubarseli. Cuba è una totale perdizione, non c’è rispetto per niente e nessuno, la miseria e la mancanza di valori e di umanità si sono impadronite di tutti”, scrisse la donna, visibilmente indignata.
Nella sua pubblicazione ha anche inviato un messaggio diretto ai responsabili: “Se sei stato tu a rubare la lapide di mio padre, desidero solo che quei soldi che hai ottenuto vendendola li spenda in medicine, e che non ti bastino. Posso riacquistare la lapide di mio padre, non avere dubbi su questo”.
Il caso riflette una pratica sempre più frequente nei cimiteri cubani, dove si segnalano furti di lapidi e marmo per la rivendita nel mercato nero, oltre a metalli e pezzi che finiscono in fonderie illegali.
La mancanza di vigilanza, la corruzione dei custodi e la precarietà del paese hanno trasformato questi spazi in buchi neri facili per il saccheggio.
Oltre ai danni materiali, questo tipo di eventi provoca un profondo dolore alle famiglie che si recano a onorare i propri defunti e si trovano di fronte al fatto che neanche nella tomba i loro cari possono riposare in pace.
La denuncia del furto di una lapide nel cimitero di Camagüey si aggiunge a una serie di episodi che riflettono come neanche i defunti sfuggano alla crisi cubana.
Non è un fatto isolato. A dicembre dello scorso anno è stato confermato che continuavano i furti e le profanazioni dei loculi, con marmi e metalli estratti per la vendita nel mercato nero o destinati a fonderie illegali.
Le denunce indicano sia la mancanza di sorveglianza sia la possibile complicità dei custodi in questi reati.
Già a settembre 2024, i residenti di Camagüey avevano segnalato il degrado del cimitero locale, con loculi aperti e scheletri esposti alle intemperie.
Le immagini diffuse all'epoca evidenziavano un degrado che trasformava i cimiteri in luoghi di desolazione piuttosto che di raccoglimento.
Il panorama è simile in altre province. A luglio, la stampa ufficialista ha riconosciuto che un altro cimitero cubano era in rovina, con sepolture distrutte, vegetazione da cui si è sviluppato e senza manutenzione di base.
L'ammissione statale ha confermato ciò che i vicini avevano denunciato sui social per mesi: l'abbandono generalizzato dei luoghi di riposo eterno.
Domande frequenti sui furti nei cimiteri di Cuba
Perché si stanno rubando lapidi nei cimiteri di Cuba?
I furti di lapidi e marmo nei cimiteri di Cuba sono sempre più frequenti a causa della rivendita di questi materiali nel mercato nero. La mancanza di vigilanza, la corruzione dei custodi e la situazione precaria del paese hanno agevolato questi atti delittuosi.
Come influisce il furto di lapidi sulle famiglie cubane?
Il furto di lapidi provoca un profondo dolore alle famiglie, poiché trovano le tombe dei loro cari profanate. Questa situazione va oltre il danno materiale, poiché impedisce ai defunti di riposare in pace e influisce emotivamente sui loro familiari.
Quali misure vengono adottate per prevenire i furti nei cimiteri cubani?
Attualmente, non sono state implementate misure efficaci per prevenire i furti nei cimiteri cubani. La mancanza di vigilanza e la corruzione continuano a essere problemi significativi, e le autorità non hanno intrapreso azioni concrete per risolvere questa situazione.
Quali altri problemi affrontano i cimiteri a Cuba?
Además de los robos, i cimiteri a Cuba affrontano problemi di abbandono e mancanza di manutenzione, il che si traduce in tombe distrutte, resti ossei esposti e un ambiente malsano. Questi problemi riflettono la mancanza di investimento statale nella loro conservazione.
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