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A sole ore dalle elezioni presidenziali in Cile, la congressista cubano-americana María Elvira Salazar ha lanciato un messaggio deciso contro la candidata comunista Jeannette Jara, dopo che quest'ultima ha evitato di riconoscere il regime cubano come una dittatura e ha attribuito i suoi problemi agli uragani e all'embargo statunitense.
“Jeannette Jara dice che Cuba è ‘un'altra democrazia’, pur ammettendo la censura, un solo partito e zero libertà”, ha scritto Salazar. “Questo non è ignoranza: è una difesa aperta di una dittatura criminale che opprime il popolo cubano da 66 anni”.
La legislatrice repubblicana ha affermato che “il Cile merita un leader che non abbia paura di condannare la dittatura assassina cubana” e ha espresso il suo sostegno al candidato di destra José Antonio Kast, che si presenta come favorito nelle previsioni per il primo turno di questo domenica.
Jara e Cuba: tra negazioni, sfumature e regressi
Jeannette Jara, ex ministra del Lavoro del governo di Gabriel Boric e candidata presidenziale del Partito Comunista del Cile, ha mantenuto una relazione altalenante con il tema cubano durante tutta la sua campagna.
En aprile ha affermato che a Cuba “non esiste una dittatura” e che “ogni popolo definisce il proprio governo”, mentre accusa l'embargo della crisi umanitaria e difende il regime come un caso “diverso” rispetto ad altri paesi citati per violazioni dei diritti umani.
Meses dopo ha ammesso che “chiaramente Cuba non è una democrazia”, sebbene abbia di nuovo evitato di qualificare il sistema come dittatura. Il suo riconoscimento, tuttavia, ha scatenato ironie all'interno della stessa sinistra cilena, come la frase del senatore Juan Luis Castro, che ha detto che Jara “si è discomunizzato”.
La candidata ha insistito ripetutamente sul fatto che i cubani devono “risolvere da soli” il proprio destino politico, e nel suo intervento più recente è tornata a rifugiarsi nell'argomento del “blocco” e persino negli uragani per giustificare la situazione di miseria e mancanza di libertà nell'isola.
Le sue evasive hanno generato un rifiuto particolare tra i cubani emigrati, che vedono in questo tipo di discorsi una dolorosa minimizzazione della crisi che vivono i loro familiari sull'isola.
Il Cile vota domani: Kast arriva da favorito
Secondo un'analisi recente di El País, José Antonio Kast, sostenuto da María Elvira, è il favorito nei mercati di previsione, con circa il 70% di probabilità di vincere la presidenza.
Sebbene Jara guidasse i sondaggi dieci giorni fa, le previsioni indicano che il suo cammino verso un secondo turno sarebbe in salita contro qualsiasi candidato di destra.
Secondo i mercati e gli ultimi sondaggi prima della sospensione elettorale, lo scenario più probabile è un confronto al ballottaggio tra Jara e Kast il 14 dicembre, con l'ultradestra che avrebbe un vantaggio schiacciante.
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