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Dopo 43 giorni di paralisi istituzionale, il Congresso degli Stati Uniti potrebbe porre fine al cierre di governo più lungo della sua storia con una votazione chiave alla Camera dei Rappresentanti, prevista per questo mercoledì.
La misura, già approvata dal Senato, estenderebbe il finanziamento del governo federale fino al 30 gennaio e permetterebbe di riattivare programmi essenziali bloccati da metà settembre.
Le aspettative sono alte a Washington.
Centinaia di migliaia di dipendenti pubblici continuano a non ricevere il proprio stipendio, gli aeroporti segnalano ritardi crescenti e milioni di famiglie a basso reddito hanno visto ridotta la loro assistenza alimentare.
La pressione sui legislatori è aumentata man mano che la chiusura -che ha già superato i 40 giorni- inizia a influenzare settori critici dell'economia.
Un voto che potrebbe sbloccare la crisi
Il progetto di legge che sarà sottoposto a votazione include tre assegnazioni di bilancio che finanzieranno completamente diversi programmi federali, tra cui il Programma di Assistenza Nutrizionale Supplementare (SNAP), che fornisce alimenti a oltre 42 milioni di persone.
Contiene anche una clausola per annullare i licenziamenti di massa ordinati durante la chiusura dall'amministrazione Trump, una misura che ha colpito migliaia di dipendenti federali.
Il Senato ha approvato la legislazione lunedì sera con una votazione bipartisan di 60 a 40, ottenendo il sostegno di sette democratici e un indipendente alla maggioranza repubblicana.
Tuttavia, questa cooperazione non è stata priva di polemiche: diversi membri del Partito Democratico hanno criticato duramente i senatori che hanno sostenuto il progetto, sostenendo che cedono troppo alle richieste repubblicane.
Tuttavia, l'accordo offre una soluzione temporanea al blocco politico che tiene in sospeso buona parte del paese.
Se la Camera Bassa sostiene il testo, il governo federale potrebbe riaprire in pochi giorni, a patto che il presidente Donald Trump firmi la legge.
Programmi sociali e la contesa per l'assicurazione medica
Uno dei punti più delicati del dibattito rimane il futuro dei sussidi per le assicurazioni sanitarie.
I repubblicani hanno mostrato disponibilità a mantenere i crediti d'imposta dell'era della pandemia, ma insistono nell'imporre limiti più severi su chi può riceverli.
Nel frattempo, alcuni Democratici temono che qualsiasi restrizione possa colpire milioni di famiglie che potrebbero vedere raddoppiati i loro premi nei prossimi mesi.
Il Senato ha respinto lunedì una proposta per estendere di un anno i sussidi del programma di salute, con un voto di 47-53.
In cambio, i repubblicani hanno permesso che il progetto di finanziamento avanzasse, con l'impegno di ridiscutere i sussidi a dicembre.
La senatrice Susan Collins, presidente della Commissione per le Assegnazioni di Bilancio, ha difeso la necessità di "bilanciare" l'assistenza con limiti di reddito, mentre il senatore Ruben Gallego ha avvertito che milioni di americani potrebbero rimanere senza protezione se il Congresso non agirà prima della fine dell'anno.
Il costo della chiusura più lunga della storia
Da quando è iniziuto il blocco, oltre 800.000 dipendenti federali hanno lavorato senza stipendio o sono stati mandati a casa.
I servizi essenziali sono stati interrotti, compresi i controlli di sicurezza aeroportuale, le ispezioni alimentari e l'elaborazione dei benefici sociali.
Il Programma SNAP, che distribuisce aiuti alimentari a milioni di famiglie, è riuscito a coprire solo il 65% dei pagamenti previsti per novembre, dopo che la Corte Suprema ha deciso di mantenere la sospensione temporanea dei fondi completi.
La misura giudiziaria, estesa fino al 13 novembre, ha lasciato milioni in un limbo finanziario.
In parallelo, gli effetti economici della chiusura si riflettono già in ritardi amministrativi, cali di produttività e perdite stimate in miliardi di dollari.
Gli economisti avvertono che, se il Congresso non approva il finanziamento nei prossimi giorni, l'incertezza potrebbe frenare la crescita dell'ultimo trimestre dell'anno.
Un accordo fragile, ma necessario
L'accordo di cui si discute al Congresso è il risultato di settimane di negoziati tra senatori moderati di entrambi i partiti.
Fonti legislative assicurano che la Casa Bianca ha dato il suo via libera preliminare al patto, il che suggerisce che la firma di Trump non sarebbe un ostacolo, sebbene il presidente abbia ribadito la sua opposizione a mantenere certi programmi sociali senza "aggiustamenti strutturali".
Tuttavia, il cammino non è completamente sgombro.
Il presidente della Camera dei Rappresentanti, Mike Johnson (repubblicano della Louisiana), ha evitato di esporsi pubblicamente sulla votazione, riflettendo le divisioni interne all'interno del suo partito.
La fine di un'impasse con un alto costo politico
La chiusura del governo ha messo alla prova non solo la capacità di negoziazione del Congresso, ma anche la pazienza di milioni di cittadini, che osservano come i servizi si paralizzino mentre i partiti si impantanano in dispute ideologiche.
Man mano che si avvicina il momento del voto, cresce la pressione sui legislatori per raggiungere un consenso che consenta di restituire al paese una certa normalità.
Ma anche se la legge venisse approvata questa settimana, il sollievo sarà temporaneo: il nuovo finanziamento durerà solo fino al 30 gennaio, il che significa che un'altra crisi potrebbe scoppiare nell'arco di poche settimane se non si raggiunge un accordo duraturo.
Per ora, il voto nella Camera Bassa rappresenta l'ultima opportunità per porre fine a 43 giorni di caos politico, paralisi amministrativa e sofferenza sociale, in quella che è già diventata una delle prove più dure per la governabilità americana nell'ultima decada.
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