Il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, ha annunciato che le Forze Armate stanno effettuando manovre “in risposta all'ipotesi” di una possibile “aggressione militare” da parte degli Stati Uniti, il cui dispiegamento navale nel mar dei Caraibi è considerato da Caracas una “minaccia” e un tentativo di provocare un “cambio di regime”.
Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una trasmissione di Venezolana de Televisión (VTV) dove il titolare chavista ha affermato di non cercare “allarmismo”, ma “realismo”, e ha invitato la popolazione a prepararsi per scenari di tensione.
Padrino López ha sostenuto che, come leader militare, deve “supporre sempre la peggiore ipotesi” e ha giustificato gli esercizi come parte della difesa integrale. Il governo interpreta la presenza di navi e aerei statunitensi come un tentativo di favorire un “cambio di regime”.
Le manovre si estendono su aree strategiche, con enfasi sull'asse insulare e sulle frontiere occidentali.
Nella Nuova Esparta (isola di Margarita) si è svolto un esercizio di difesa insulare —includendo pattugliamento marittimo, voli di ricognizione e lanci di paracadutisti— che ha motivato la restrizione temporanea del traffico marittimo a nord dell'isola.
Nel distretto di Zulia, il governo regionale ha informato che oltre 15.000 funzionari partecipano a schieramenti coordinati con la FANB e corpi di polizia per rafforzare la sorveglianza nei comuni di confine con la Colombia, mentre vengono monitorate le strutture petrolifere e i tubi.
In Táchira, i comandi militari hanno evidenziato esercitazioni di comunicazione e controllo con gli organi di direzione nei 29 comuni e hanno confermato che i passi di frontiera operano secondo i loro orari abituali.
Lo stato di Apure ha rafforzato la presenza della sicurezza con 2.500 funzionari lungo quasi 800 chilometri di confine, con un'enfasi sulla migrazione, il controllo dei cittadini e il transito commerciale.
Nel sud-est del paese, l'operazione “Cumanagoto 200” in Sucre ha riportato la destruzione di 14 basi logistiche collegate al narcotraffico, la fermata di 12 imbarcazioni e il sequestro di combustibile e armi.
Falcón ha attivato organi di difesa integrale nei suoi 25 comuni per pianificare e coordinare azioni di protezione, mentre nel litorale centrale ci sono stati preparativi e allenamenti in punti critici come l'aeroporto di Maiquetía e il porto di La Guaira.
Il funzionario del regime di Maduro insiste che “nessuno vuole guerra” e che continuerà la strada diplomatica nei forum regionali e multilaterali, sebbene non trascurerà l'addestramento.
Per ora, non sono stati forniti dettagli sulla durata totale delle manovre né sui mezzi coinvolti, al di là dei rapporti regionali sul dispiegamento e della coordinazione tra le autorità civili e militari.
Attualmente, gli Stati Uniti mantengono almeno otto navi da guerra nella regione, oltre a un sottomarino d'attacco a propulsione nucleare e più di 4.500 soldati, come parte di un'operazione nel mar dei Caraibi.
Washington ha anche dispiegato caccia F-35B di ultima generazione a Porto Rico, per rinforzare le operazioni contro il narcotraffico proveniente dal Venezuela e da altri paesi del Sud America, un'accusa che Caracas respinge e considera un atto di ostilità.
Domande frequenti sulle manovre militari del Venezuela e le tensioni con gli Stati Uniti.
Perché il Venezuela svolge manovre militari nei Caraibi?
Il Venezuela svolge manovre militari nei Caraibi in risposta a quello che considera una minaccia di aggressione militare da parte degli Stati Uniti. Secondo il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, il dispiegamento militare statunitense nella regione è visto come un tentativo di favorire un cambiamento di regime a Caracas. Le manovre si concentrano sulla difesa integrale del paese, specialmente in aree strategiche come l'asse insulare e i confini occidentali.
Qual è la risposta degli Stati Uniti al dispiegamento militare venezuelano?
Gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza militare nei Caraibi con navi da guerra, sottomarini e aerei F-35, sostenendo che la loro operazione si concentra nella lotta contro il narcotraffico. Tuttavia, Caracas interpreta queste azioni come una provocazione e una minaccia alla sua sovranità, denunciando che cercano di esercitare pressione per un cambiamento di regime in Venezuela. L'amministrazione Trump ha autorizzato azioni militari nella regione con l'obiettivo di combattere il narcotraffico, ma con chiare implicazioni politiche.
Quali misure ha adottato il Venezuela ai confini con la Colombia?
Il Venezuela ha dispiegato oltre 15.000 funzionari in coordinamento con la Forza Armata Nazionale Bolivariana e le forze di polizia ai confini con la Colombia per rafforzare la vigilanza. Queste azioni rientrano negli esercizi di difesa nazionale di fronte alla presunta minaccia statunitense e hanno anche l'obiettivo di monitorare e proteggere le infrastrutture petrolifere e combattere il narcotraffico.
Che cos'è il Cartel de los Soles e quale è la sua relazione con il governo venezuelano?
Il Cartello dei Sole è un'organizzazione designata dagli Stati Uniti come narcoterrorista e si sostiene che sia guidata da alti esponenti del chavismo, incluso Nicolás Maduro. Washington afferma che il governo venezuelano utilizza le istituzioni statali per traffico di droga verso gli Stati Uniti. In risposta, l'amministrazione Trump ha intensificato le azioni militari e le sanzioni contro il regime di Maduro, cercando di esercitare pressione per un cambiamento politico in Venezuela.
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