Il rapporto segreto del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti autorizza l'uso della forza letale contro cartelli e narcotrafficanti selezionati

Un rapporto del DOJ autorizza l'uso della forza letale contro i cartelli, equiparandoli a nemici combattenti. Gli Stati Uniti ampliano le azioni antidroga, con operazioni militari e droni nei Caraibi e in Venezuela.

F35 ai Caraibi (Immagine di riferimento creata con IA)Foto © CiberCuba / Sora

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L'amministrazione Trump ha elaborato un parere legale riservato che autorizza l'uso della forza letale contro una lista segreta e ampia di cartelli e presunti narcotrafficanti, secondo quanto rivelato a CNN da diverse fonti a conoscenza del documento.

La opinione, redatta dalla Ufficio di Consulenza Giuridica (OLC) del Dipartimento di Giustizia, sostiene che il presidente può ordinare attacchi perché questi gruppi rappresentano una "minaccia imminente" per gli americani.

Juristi consultati da CNN ritengono che il criterio apra la porta a una guerra aperta contro un elenco non pubblico di organizzazioni, equiparando presunti narcotrafficanti a “combattenti nemici” suscettibili di esecuzione sommaria senza revisione giudiziaria.

Storicamente, il traffico di droga è stato trattato come un reato con le dovute procedure —interdizioni della Guardia Costiera e arresti—, non come un conflitto armato.

Un memorandum del Dipartimento della Difesa inviato al Congresso la scorsa settimana adotta questa logica: afferma che gli Stati Uniti sono in “conflitto armato” con i cartelli e che il presidente ha stabilito che i loro operatori sono “combattenti illegali”.

Secondo le fonti, quel documento si basa in gran parte sul parere dell'OLC. I legislatori hanno ripetutamente richiesto al DOJ e al Pentagono una copia dell'analisi giuridica —inclusa la settimana scorsa— senza successo.

La procuratrice generale Pam Bondi dovrà testimoniare martedì al Campidoglio e potrebbe affrontare domande sulla giustificazione legale degli attacchi.

L'esercito statunitense ha effettuato almeno quattro attacchi contro imbarcazioni ai Caraibi, con morti che, secondo l'amministrazione, erano “affiliati” a cartelli designati come organizzazioni terroristiche.

L'attacco più recente, avvenuto la settimana scorsa, ha causato quattro morti, come riportato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth sui social media.

Nel Pentagono, avvocati militari —inclusi specialisti in diritto internazionale— hanno espresso preoccupazione per la legalità degli attacchi.

Varios attuali ed ex membri del corpo di JAG hanno detto a CNN che non sembrano legali. Tuttavia, il parere dell'OLC è l'interpretazione prevalente all'interno dell'Esecutivo, e molti giuristi del DoD evitano di dissentire pubblicamente.

L'opinione del DOJ è un elemento chiave di una campagna più ampia che prevede l'ampliamento delle facoltà della CIA per attacchi letali e operazioni sotto copertura nella regione.

Fonti indicano che Trump ha aggiornato quei poteri in concomitanza con una direttiva segreta che ha ordinato all'esercito di attaccare i cartelli latinoamericani all'inizio dell'estate.

La CIA, che stava già rivedendo il proprio margine per l'uso della forza letale in Messico e in altri paesi, opera droni di sorveglianza armati sul territorio messicano, e la Casa Bianca sta lavorando per aggiornare una vecchia “conclusione” presidenziale degli anni '80 che regola le azioni coperte di antidroga.

Offensiva contro il narcotraffico

A fine settembre, Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione entrerà in una nuova fase della sua campagna contro la criminalità organizzata con epicentro in Venezuela: dopo aver fermato l'ingresso di droghe via mare, ora il focus si sposterà sulle rotte terrestri del narcotraffico.

Fonti del Pentagono hanno confermato che tra le opzioni si contempla l'uso di droni armati per attaccare leader criminali e laboratori di droga all'interno del Venezuela, anche se Trump non ha ancora dato l'autorizzazione finale.

Il giro verso il fronte terrestre avviene dopo settimane di operazioni nei Caraibi. Gli Stati Uniti hanno dispiegato oltre 15 navi da guerra, sottomarini nucleari, caccia F-35 a Porto Rico e circa 7.000 effettivi, nella mobilitazione più grande di questo tipo dalla decade degli anni '80.

In questo contesto, il Comando Sud ha affondato almeno tre imbarcazioni provenienti dal Venezuela, in quello che descrive come colpi al narcotraffico. Uno di questi incidenti ha provocato 11 morti, attribuiti da Washington al Tren de Aragua, designato come organizzazione terroristica.

Domande frequenti sull'uso della forza letale da parte degli Stati Uniti contro i cartelli della droga

Perché gli Stati Uniti considerano i cartelli della droga come una minaccia imminente?

L'amministrazione Trump classifica i cartelli della droga come organizzazioni terroristiche a causa della loro organizzazione, violenza e capacità paramilitare, rappresentando una minaccia diretta per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Questa designazione consente al governo di intraprendere azioni militari dirette contro questi gruppi, equiparandoli a "combattenti nemici".

Quali azioni militari ha intrapreso gli Stati Uniti contro i cartelli nel Caribe?

Gli Stati Uniti hanno effettuato attacchi militari contro imbarcazioni provenienti dal Venezuela presumibilmente coinvolte nel narcotraffico, causando diversi morti. Queste azioni fanno parte di una campagna più ampia per combattere il traffico di droga nella regione, che include il dispiegamento di navi da guerra, sottomarini nucleari e aerei da caccia nei Caraibi.

Qual è stata la risposta del Venezuela agli attacchi degli Stati Uniti?

Il Venezuela ha risposto con un decreto di "commozione esterna", che conferisce al presidente Nicolás Maduro poteri straordinari per mobilitare truppe e restringere diritti in caso di una minaccia esterna. Caracas ha condannato le azioni degli Stati Uniti, definendole aggressioni e giustificando misure difensive.

Quali sono le implicazioni legali dell'uso della forza letale da parte degli Stati Uniti contro i narcotrafficanti?

L'uso della forza letale si basa su un parere giuridico del Dipartimento di Giustizia che autorizza tali azioni considerando i cartelli come una minaccia imminente. Tuttavia, questa posizione ha suscitato controversie sulla sua legalità e sul rischio di abusi di potere, poiché tradizionalmente il traffico di droga è stato trattato come un reato secondo il giusto processo.

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